Tano Tango Festival
Categoria Copertina, Società
Che cosa succede quando la cultura argentina caliente e solare si sposa con quella partenopea e con la sua intramontabile canzone classica? La risposta può venire dal Tano Tango Festival, a Napoli dal 31 agosto al 5 settembre. Il Festival giunto alla sua ottava edizione è un appuntamento fisso per gli amanti del tango argentino o per quelli che semplicemente sono incuriositi dalla cultura argentina. Un gemellaggio tra Napoli e Buenos Aires che si evince anche dal nome del Festival, non a caso l’appellativo “Tano”, contrazione di napoletano, è ancora usato in Argentina per indicare tutti gli immigrati di origine italiana. Un programma fitto di eventi a cominciare dalla serata inaugurale per cui è stata scelta come location il pontile dell’area nord di Bagnoli, una serata in cui sono stati presentati tutti i maestri del festival che hanno danzato a 1200 metri dalla riva circondati dal mare e incorniciati dalla luce del tramonto. In queste sere la frenesia e la sensualità del tango impazzerà tra le strade di Napoli, non a caso alcune delle serate ad ingresso libero avranno come cornici il Roof Terrace ‘Le Grand Bleu’ Hotel Mediterraneo ed il Palazzo Reale ma anche il Circolo Ilva di Bagnoli che vanta una splendida terrazza sul mare e che da sempre è sede di una delle serate. Si ballerà fino all’alba con l’accompagnamento del quartetto di Esteban Morgado, uno dei migliori chitarristi di tango al mondo, ma anche con le sonorità di “Willy” Della Corte e tanti altri “Musicalizador”. Gli spettatori potranno ammirare le eccezionali esibizioni di alcune delle coppie di tango argentino più famose al mondo, come Alejandra Mantiñan e Horacio Godoy, oppure la coppia “Los Hermanos Macanà“, e ancora Lorena Ermocida e Fabian Peralta, ma potranno anche muovere i loro “primi passi” con le lezioni di tango a basso costo messe a disposizione dal festival e tenute dai maestri della Miloga Porteña nella sua sede di Fuorigrotta.
Pompei e le sue lune
Categoria Arte
Pompei, la città dai mille segreti famosa in tutto il mondo, che ogni anno viene visitata da milioni di turisti viene resa ancora più affascinante dai percorsi de Le lune di Pompei (tutte le sere fino al 16 agosto e fino al primo novembre tutti i week end). Visite notturne agli scavi di Pompei con itinerari completamente inediti di suoni e luci con partenza da Piazza Anfiteatro, vogliono far rivivere al visitatore una civiltà passata attraverso tecnologie multimediali, giochi di luce, suoni e la forza evocativa della Luna. Il percorso parte dalle necropoli di Porta Nocera, prosegue con la visita alla Casa del Giardino d´Ercole, detta anche Casa del Profumiere, continua per via dell´Abbondanza, soffermandosi nella case di Loreio Tiburtino, di Venere in Conchiglia e di Giulia Felice e si conclude nella splendida cornice dell´Anfiteatro con suggestivi giochi di Luce. Il percorso è scandito dalle lune! Sette grandi lune luminose, infatti, segnano il percorso e le soste, creando un’atmosfera da sogno: la Luna di Morte, la Luna del Successo, la Luna Mitica, La Luna della Vita, la Luna che non C´è, la Luna Illegale e la Luna che si Diverte, sono i motivi guida che narrano la storia, la mitologia e i segreti di Pompei. L’ iniziativa, organizzata dall’Ente Provinciale del Turismo di Napoli, co-finanziata dalla Regione Campania, Assessorati al Turismo e ai Beni Culturali in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Napoli e Pompei e con il Comune di Pompei, vede la direzione artistica di Francesco Capotorto. Per Dario Scalabrini , responsabile dell’EPT Napoli, ‘’Questa e’ una iniziativa contro il turismo mordi e fuggi. Vogliamo che i visitatori restino a Pompei più di un giorno e che possano abbinare anche un visita diversa agli Scavi. Per la miglior riuscita dell’iniziativa abbiamo coinvolto anche albergatori e commercianti di Pompei, tutta la città è pronta ad una accoglienza straordinaria. Tranne che nei mesi più freddi il nostro obiettivo è rendere possibile visitare tutto l’anno Pompei di notte’’.
Viaggio nella canzone partenopea
Categoria Musica
Il Chiostro di Santa Maria la Nova nel mese di agosto si trasformerà nella culla della musica classica, anzi della canzone napoletana. Fino al 20 agosto i concerti guidati dalle abili mani del maestro Peppe Napolitano, allievo del grande maestro Sergio Bruni, e dei suoi Nuovi Cantori di Napoli rappresentano un viaggio nella storia della melodia partenopea, famosa e riconosciuta in tutto il mondo. La rassegna dal titolo La Canzone di Napoli, giunta ormai alla XII edizione, è organizzata dall’associazione “Teatro Stabile della canzone napoletana” e da “Enne” Museo Casa della canzone napoletana e prevede un ricco programma di serate all’insegna della tradizione. La suggestiva cornice del Chiostro di Santa Maria la Nova farà da sfondo a serate romantiche abbracciate dalla tradizione canora della cultura locale e dal ricco repertorio che va dalle villanelle del ’500 alla canzone digiacomiana e postdigiacomiana, da “Era de Maggio” a “La rumba degli scugnizzi”, da “’Tu si na cosa grande” a “Tammurriata nera” e “’O surdato ‘nnammurato”: solo alcuni dei brani eseguiti da Peppe Napolitano (voce e chitarra), accompagnato da Michele De Martino al mandolino e Paolo Propoli alla chitarra. Il maestro ricostruirà, quindi, il percorso della tradizione canora partenopea nella sua forma più rigorosa libera da dilettantismi e oleografia. “Il nostro progetto”, ha spiegato Peppe Napolitano, “nasce con l’obiettivo di supplire alla mancanza di spazi dedicati alla canzone napoletana durante i periodi di grande afflusso turistico. È il mio piccolo contributo alla promozione della cultura di questa città ed anche una fonte di soddisfazione personale”. La rassegna, quindi, nasce con l’intento di dedicare uno spazio alla musica napoletana in un periodo in cui Napoli è affollata da turisti, ed è possibile promuovere anche presso di loro l’iniziativa, con la speranza che questo possa contribuire a diffondere in Italia e nel mondo una parte di cultura napoletana.
Settembre al Borgo
Categoria Teatro
Si terrà dal 31 agosto al 5 settembre a Casertavecchia la quarantesima edizione di Settembre al Borgo, il festival di teatro, musica e letteratura diretto da Paola Servillo e Ferdinando Ceriani promosso dall’Ente Provinciale per il Turismo di Caserta, con il Comune di Caserta, la Provincia di Caserta e la Regione Campania. Il festival quest’anno avrà come tema la leggerezza. Per sei sere le piazze e i teatri naturali della cittadella medievale che domina dall’alto la Reggia di Caserta, accoglieranno gli oltre venti appuntamenti di teatro, di musica e di letteratura del programma, e le iniziative editoriali, mostre, incontri, promossi per il quarantennale della rassegna. Mimmo De Simone si è occupato di narrare la storia di questi 40 anni in un testo edito da Guida, mentre i volti dei protagonisti delle edizioni del festival affolleranno 120 vetrine di Caserta per una singolare mostra. Il festival presenta anche quest’anno un cartellone autorevole con molte prime, anteprime e serate esclusive, l’apertura è dedicata al debutto in prima assoluta di Horovitz suite, sei atti unici dello scrittore americano Israel Horovitz messi in scena usando la location dell’Hotel Jolly di Caserta. Seguirà la messa in scena di Interviste Impossibili, con Anna Bonaiuto, Remo Girone e Luisa Ranieri: questa serata ha ricevuto il logo delle cerimonie ufficiali del 150° anniversario Unità d’Italia. Altro appuntamento da non perdere sarà il Concerto appassionato omaggio alla grande canzone classica napoletana con Fausto Cigliano, Gigi Finizio, Fausto Mesolella, Angela Pagano, Luca Persico (99 Posse), Raiz, Peppe Servillo e Fausta Vetere con la direzione musicale di Solis String Quartet. “Questo festival rappresenta uno sguardo verso il mondo” sottolineano i due direttori artistici, “anche quest’anno la leggerezza ha guidato le nostre scelte, e siamo certi accompagnerà il pubblico sera dopo sera. Uno sguardo leggero ma attento, in un territorio dove le eccellenze, le bellezze, la società civile, la cultura e le arti, sono state per troppi anni oscurate al mondo dall’immensa nube tossica della camorra.”
accordi@Disaccordi
Categoria Cinema
La stagione estiva spesso non è la più attesa dagli amanti del cinema, eppure i mesi di luglio e agosto saranno ricchi di appuntamenti per tutti quelli che non possono fare a meno del grande schermo. È partita infatti l’undicesima edizione di accordi @ Disaccordi, il Festival del cinema all’aperto diretto da Pietro Pizzimento e presentato da Movies Event. Fino a settembre nella frescura del Parco del Poggio (Colli Aminei) sarà possibile passare ore piacevoli (ed economiche) in compagnia dei capolavori di Woody Allen, Pedro Almadóvar, Roman Polanski e Giuseppe Tornatore ma si potrà anche riflettere sulle immagini di Draquila di Sabrina Guzzanti, seguire gli amori di Stefano Accorsi in Baciami ancora di Gabriele Muccino e sorridere con Matrimoni e altri disastri di Nina di Majo. Ma non solo pellicole! La rassegna si arricchirà infatti di tante serate importanti con i protagonisti del grande schermo. In occasione della proiezione di Tris di donne e abiti nuziali sarà presente il regista Vincenzo Terracciano, e verranno poi ospitati da Movies Event: Luca Guadagnino, regista di Io sono l’amore, Marco Filiberti che ha diretto Il Compleanno e ancora il regista Claudio Fragasso e la sceneggiatrice Rossalla Drudi. Insomma un Festival ricco di capolavori di ogni genere, si va da Shutter Island di Martin Scorsese a A Serious Man dei fratelli Coen passando per il Verdone-missionario di Io loro e Lara. A fine Festival un altro appuntamento importante ci sarà il 6 e 7 settembre quando verrà proposta per il secondo anno consecutivo l’edizione de I corti sul lettino, concorso dedicato al cinema psicanalitico.
Il gioco del teatro
Categoria News
Perché ci sia un gioco deve esserci almeno una regola. Questa bellissima affermazione dell’antropologo francese Roger Caillos è stata scelta dal Teatro Stabile di Napoli come motto della prossima stagione teatrale, che partirà in ottobre e che intanto è stata presentata nel teatro Mercadante dal neo presidente Sergio Sciarelli ed il direttore artistico Andrea De Rosa insieme ad attori e registi coinvolti. Il gioco del teatro è qualcosa di serio, bisogna quindi che gli attori si diano delle regole e che le rispettino per assicurarsi il pieno piacere e garantire quello altrui. Nella vita come sul palcoscenico quindi la funzione ludica è importantissima, la grande famiglia del Teatro Stabile lo sa e per l’appunto “ci gioca” . Il Teatro Stabile riceve dapprima gli auguri per la nuova stagione dall’assessore alla cultura Nicola Oddati, che nel rinnovare la sua fiducia mostra particolare soddisfazione per il progetto Arrevuoto, giunto quest’anno alla sua sesta edizione. La parola passa al direttore artistico che illustra l’autore principe della prossima stagione: il drammaturgo seicentesco Molière. “Il problema dell’Italia è che non ha avuto un Molière” il regista Arturo Cirillo, che quest’anno dirigerà L’Avaro (opera dell’autore francese), cita quest’ affermazione di Cesare Garboli per sottolineare quanto le tematiche di Molière siano attuali. Non mancheranno le collaborazioni con altre sale, Galleria Toledo e Teatro Nuovo, e per la prima volta sarà presente uno spettacolo di teatro-danza: Tristi Tropici di Virgilio Sieni. Al San Ferdinando invece si terrà la rassegna Fringe2fringe e tanti altri lavori come La trilogia degli occhiali di Emma Dante e Don Giovanni, a cenar teco di Antonio Latella. Quest’anno inoltre alcuni maestri della scena partenopea come Renato Carpentieri, Enzo Moscato, Peppe Barra e Toni Servillo torneranno sul palco del Teatro Stabile. Proprio Toni Servillo conclude la conferenza di presentazione della prossima stagione dicendosi contento di tornare a recitare al Mercadante e compiaciuto del fatto che il teatro dia ancora forma alle idee e le trasmetta.
Napoli Film Festival: i vincitori
Categoria Cinema

Guia Jelo e Carlo Del Giudice
Si sono spenti da poco i riflettori sul Napoli Film Festival, la kermesse che per pochi giorni ha trasformato Napoli nella capitale del grande schermo. Tanti i concorsi, tanti i film in gara ma pochi i vincitori. Per il Concorso Europa Mediterraneo si è aggiudicato la vittoria In the land of wonders di Dejac Sorak. Il film ha convinto la giuria perché affronta tematiche complesse come le conseguenze di una guerra nella vita quotidiana. Si evince inoltre dalla pellicola una perfetta sintonia tra sceneggiatura, regia, fotografia e cast. Per il Concorso Nuovo Cinema Italia, la Giuria (composta da studenti universitari) ha premiato Stare Fuori di Fabiomassimo Lozzi “in virtù dell’accuratezza formale e dell’originalità contenutistica” e ha segnalato Guia Jelo come migliore attrice della pellicola. Tra i tanti corti in gara invece si aggiudica il Vesuvio Award Intercambio per la migliore regia di Antonello Novellino e Antonio Quintanilla “per la capacità di raccontare con una narrazione incalzante l’orrore di una quotidianità condizionata dal conflitto”. Per la sezione dedicata ai documentari (Concorso SchermoNapoli Doc) ha ricevuto il Vesuvio Award Corde di Marcello Sannino “per aver trasferito la fascinazione della boxe in fascinazione cinematografica senza dimenticare di documentare la realtà della vita del protagonista”. Il film narra infatti del difficile destino del pugile Ciro Pariso. Il premio come miglior cortometraggio è stato assegnato a Festa di Maurizio Petti Rosaria De Cicco “per aver trovato una metaforica relazione tra la citazione di Totò nel film Totòtruffa e l’opera d’arte di Luciano Caruso Festa, sviluppando una storia che riflette la situazione politico-sociale contemporanea”. Non mancano le scuole che quest’anno hanno partecipato numerose al concorso SchermoNapoli Scuola, ma solo i ragazzi del Liceo Scientifico “Emilio Segrè” di Marano hanno portato a casa il prezioso Vesuvio Award per il cortometraggio Ciao, cm v@? di Salvatore Gatti, “per aver affrontato con una narrazione ricca d’ironia il tema della comunicazione tra le nuove generazioni”.
Il fringe italiano del teatro
Categoria Teatro
Al via 38 spettacoli di compagnie e gruppi provenienti da 14 città italiane, 7 città straniere e 6 paesi proposti al pubblico in 8 teatri e spazi della città: questi i numeri di E45 Napoli Fringe Festival in contemporanea al Napoli Teatro Festival Italia 2010. Dopo il numero di lancio di giugno 2009, E45 vara la sua seconda edizione, corealizzato da Fondazione Campania dei Festival e Interno 5, il Festival presenta dal 4 al 27 giugno il suo nuovo percorso parallelo di spettacoli di prosa, danza, performance e azioni teatrali. Da Napoli a Roma, da Parigi a Rio de Janeiro passando per San Pietroburgo, Bruxelles, Londra, Brighton, Edinburgo; queste alcune delle città di provenienza delle compagnie selezionate tra le 270 circa che hanno risposto al Bando di partecipazione di Novembre 2009. Saranno presentati 31 spettacoli italiani e 7 stranieri che andranno in scena ai teatri e spazi Elicantropo, Bolivar, Galleria Toledo, Trianon Viviani, Sancarluccio, Körper, Chiaradanza e Chiesa della Pietrasanta. Tra i titoli e le compagnie di area napoletana troviamo: il Romeo e Giulietta non sono morti di Salvatore Caruso e Tonia Garante, La gabbia di Tony Laudadio, Napoli Piazza Garibaldi di Itinerarte, Cronache minori di Cantieri stupore, Just di Pina Di Gennaro, Mamma compie 70 anni di Tourbillon Teatro, La Bella Lena Viaggio verso l’estasi in 12 contrazioni della Compagnia Franca Battaglia e Nuha di Chiaradanza.. Dal fronte internazionale, i parigini Iskra Theatres presentano Monologue avec Valise; da Rio de Janeiro la compagnia Troupp pas d’Argent con Cidade das donzelas; i russi di San Pietroburgo, Mr. Pejo, con Mogota; da Bruxelles Cie Les Orgues con Babel ou le ballet des incompatibles; dal Regno Unito, il gruppo Fran Barbe Dance Theatre di Londra con Fine Bone China; Prodigal Theatre Company di Brighton con The Tragedian – The Rise to Fame of Edmund Kean; da Edinburgo, Organic Theatre con Amid The Alien Corn/Sadako. Una serie di iniziative e di appuntamenti collaterali accompagneranno il programma degli spettacoli in modo da arricchire il festival che non è di certo povero di appuntamenti.
Napoli Film Festival in arrivo
Categoria News
È partito sabato 8 maggio, il primo passo del Napoli Film Festival 2010 che si svolgerà dal 5 all’11 giugno a Castel Sant’Elmo, ovvero la maratona di produzione cinematografica Schermo Napoli Quick che, dopo la prima edizione sperimentale del 2009, vedrà in gara dieci giovani registi campani. Nell’arco di 50 ore le troupe iscritte hanno realizzato un cortometraggio della durata di 5’, affrontando tutte le fasi del processo di creazione cinematografica. La sezione quest’anno ha messo alla prova i giovani autori su un tema comune, il Museo del ‘900 a Napoli che è stato inaugurato da poche settimane nelle sale del carcere alto di Castel Sant’Elmo. I registi hanno scelto una delle opere esposte nelle sale del museo, e dall’arte hanno tratto l’ispirazione per la scrittura della sceneggiatura, la realizzazione delle riprese e il montaggio. Dopo aver visitato il museo i partecipanti sono stati abbinati per sorteggio a una citazione tratta da un film della tradizione cinematografica campana. I cortometraggi realizzati verranno poi mostrati durante il Napoli Film Festival e, in seguito, alla libreria Fnac di Napoli. Assisteremo quindi a Inestricabile, cortometraggio realizzato da Marinella Ioime, e a Festa di Maurizio Petti, seguiranno Art.1 di Enrico Morabito e L’audizione di Nenè di Fabiola Catapano. Per finire poi con Five Times Smile Plus One, Senza Titolo e Rumore, rispettivamente di Loris Arduino, Enzo Pizza e Antonio Avossa. Tutti traggono spunto da un’opera esposta al museo, si va da La Matassa di Francesco Galante a Festa Festa Festa di Luciano Caruso passando per La scultura di Luigi Mainolfi. Ognuno inoltre ha una citazione in abbinamento, si passa così dalla frase pronunciata da Marcello Mastroianni a Massimo Troisi “Abbiamo parlato di tutto per non parlare di niente”(Che ora è di Ettore Scola 1989) fino a quella recitata dal principe della risata in Tototruffa “Lo so dovrei lavorare invece che cercare dei fessi da imbrogliare, ma non posso, perché nella vita ci sono più fessi che datori di lavoro”. Al migliore andrà una targa e il premio Vip Edizioni Grafiche.
Papà cercasi
Categoria Copertina, Teatro
Il sipario del teatro Mediterraneo si apre su di una scena intrisa di fumo, irrompe il corpo di ballo e l’atmosfera è preludio per quella frenesia che si scatenerà col musical Mamma mi A.A.A. cercasi papà disperatamente presentato dall’associazione Spettacolando e curato da Mauro Di Rosa. Il pensiero va subito a Mamma mia, film con Meryl Streep uscito nel 2008, a sua volta riadattato dal musical di Catherine Johnson. La storia è la stessa: la ventenne Sophi (la convincente Francesca De Lucia) è in procinto di sposarsi con l’amato Sky (Luca Lo Martire), vive su di una piccola isola greca che sul palco rivive attraverso il suono delle cicale e gli interni dell’hotel gestito dalla madre Donna (la bravissima Adelaide Capasso). Un giorno la promessa sposa trova un vecchio diario della madre, e vi scopre la vita sentimentale intensa della donna, che nel periodo precedente alla sua nascita frequentava tre uomini diversi. All’insaputa della madre, decide di invitare i tre presunti papà al matrimonio, sperando che uno di loro possa accompagnarla all’altare. Il fatidico giorno si avvicina e gli invitati iniziano ad arrivare: ci sono le migliori amiche, Ali e Lisa, e le amiche della madre, la titanica Rosie e la stradivorziata Tanya, e arrivano anche i tre candidati alla paternità, ovvero Sam, Harry e Bill (rispettivamente Salvatore Paride, Carmine Gottardo e lo stesso regista Mauro Di Rosa ). Tra canti e balli si consuma questa allegra storia, riportata coloratissima e sfrenata in scena. Tanti personaggi affollano il palco cantando (rigorosamente dal vivo in inglese ed italiano) e dimenandosi, il corpo di ballo fa da contorno e favorisce nel tumulto i cambi scenici e le musiche (curate da Nico Valentino) stemperano i momenti salienti della trama, senza però svelare l’identità del presunto padre (eppure la madre dovrebbe saperlo!). Un finale da ridere si (esilarante la parentesi comica di Pasquale Ioffredo nella parte del prete), ma il sorriso di certo non abbandona mai lo spettatore a cui verrà quasi voglia di scatenarsi e intonare il tormentone Mamma mia, here I go again my, my, how can I resist you.
Abbiamo incontrato il regista del musical Mauro Di Rosa che ha soddisfatto qualche curiosità:
Come nasce l’idea di riadattare la storia di Mamma mia a teatro?
Abbiamo colto l’occasione del fatto che questo musical in Italia non è stato ancora rappresentato, avevamo però i problemi dei diritti, riservati ad una grande casa di produzione americana. Ed ecco quindi il motivo del riadattamento e relativo cambio del titolo in: “MammamiA.A.A: Cercasi papà disperatamente!”
Fate tutti parte di Spettacolando, ci spieghi brevemente i vostri obiettivi e finalità?
L’obiettivo è quello di mettere in scena spettacoli e di creare eventi in cui il centro di tutto sia sempre comunque l’arte in ogni sua espressione, che sia il teatro, la danza, la musica, la pittura e ogni altro genere. Ma sempre e comunque l’arte!
Negli ultimi anni è il musical che va per la maggiore a teatro, o meglio attira più pubblico, come mai questo fenomeno secondo te?
La gente va a teatro soprattutto per non pensare, per svagarsi, e il musical rispetto al teatro di prosa da questa libertà al pubblico. Negli ultimi anni viene data un’idea sbagliata del teatro di prosa, allontanando progressivamente il grande pubblico dalle sale! Il pubblico non è “educato” al teatro, e la spettacolarizzazione di ogni cosa di certo non aiuta ad invertire questa tendenza. Da parte mia sono per il teatro di prosa al quale devo i miei natali artistici!




