Nuove frontiere del social network

Set  10
6
di Roberto Strino  
Categoria News

Nuova stagione all’insegna delle novità sul fronte dei social network. Recentemente approdato anche sui telefoni italiani, Foursquare. Da un idea di due ragazzi (un londinese e un americano), Foursquare è un network basato sulla geolocalizzazione. Ogni utente può notificare di essere entrato in un determinato negozio, parco, monumento e simili. Il potere sta nella struttura di questo mezzo, che permette di calcolare quanto frequentemente si va in un posto, osservare se sulla mappa uno degli amici è vicino all’utente, magari in qualche via adiacente, ma soprattutto leggere i commenti che le persone hanno lasciato in determinati posti: se in un bar servono un buon caffè, se uno store ha un buon servizio, o addirittura se un supermercato è ben fornito. Le grosse multinazionali e marchi hanno intuito la potenzialità della cosa, offrendo somme ingenti ai due creatori, che per adesso hanno dispensato solo rifiuti. Sanno bene che il fenomeno è solo all’inizio e che potrà prendere pieghe anche più vantaggiose. Supportato da ogni tipo di sistema operativo mobile , quindi adatto ad ogni smartphone, Foursquare ha le carte per diventare la vera e propria manìa dell’annata che sta per cominciare.

Altra novità rilevante sul fonte social è Ping, il network musicale di iTunes creato dalla Apple e lanciato poco tempo fa tramite un Keynote da San Francisco. Ping è volto a connettere persone che usano e comprano musica da iTunes, in modo da condividere e compartecipare dei gusti musicali e degli acquisti altrui. Per adesso Ping ha poche funzioni, ma si sta evolvendo velocemente, insieme al numero di user che cresce ogni giorno, tra i quali non mancano le vere e proprie band che si iscrivono, presumibilmente per incrementare vendite, legate all’azione diretta di fidelizzazione sul pubblico.

Twitter, il nuovo trend

Ago  10
21
di Roberto Strino  
Categoria News

Ormai viviamo nel 21esimo secolo. E ne dobbiamo pagare le conseguenze. Le interazioni sociali sono completamente governate dai nuovi “flussi canalizzatori”, ideati da guizzi di genialità sporadica di qualche geek di periferia americana, e successivamente impacchettati per il grande pubblico dalle numerose holding che si diramano fino ad arrivare allo stesso governo statunitense (come nel caso di Facebook). La “next big thing” per l’Italia sarà di certo Twitter, un social network “vecchio” almeno quanto Facebook, ma che solo adesso sta acquistando popolarità nella nostra penisola. Il simbolo di Twitter è un uccellino, che sta a simboleggiare la sua funzione ed efficacia nel trasmettere le info dell’utente. Il sistema è semplice: andamento da microblogging, fatto solo di status personali (ennesima prova della definitiva vittoria della statusphere sulla ormai obsoleta blogosphere), e localizzazione geografica a discrezione dell’utilizzatore. A scelta, anche eventuali foto da annettere, per condividere con chi ti “segue” (preso letteralmente da Twitter), un’immagine più esauriente del momento che si sta vivendo.

Una rete più istantanea di Facebook, che però si adatta a chi usa smartphones, e non ai convenzionali utilizzatori di laptop (che hanno decisamente un approccio più statico). Adesso c’è da chiedersi il perché del ritardo di Twitter a proliferare nel nostro paese. Qualcuno potrà dire che in Italia arriva tutto dopo, ma in un mondo dove internet ci porta tutti insieme in un grosso e continuo presente, questa affermazione risulta solo come un alibi. La finora latitanza di questo leggero quanto duttile social network si può imputare ad un intrinseco narcisismo italiano, che predilige l’amministrazione dei rapporti sociali creando un proprio “status quo” fatto di immagini selezionate e ramificando i propri rapporti sempre più a fondo con persone in qualche modo collegate alla propria cerchia virtuale (si pensi a myspace). In più c’è poco la cultura dell’informazione da feed, che caratterizza più marcatamente Twitter a scapito di altri “luoghi digitali”.

Un ragazzo nella media occidentale (Europa continentale e U.K.), è maggiormente soggetto agli spostamenti, alla vita “on the go”, espressa a pieno dal modo dire “going with the flow” ovvero “andare con il flusso”. Inoltre i tweets (strutture alla base di Twitter), fanno da anticamera al concetto di Foursquare, piattaforma che veicola pacchetti di informazioni sull’utenza tracciando check in e check out dalle zone geografiche.

Quando si dice che il futuro è arrivato l’affermazione spaventa, ma a volte spaventa  di più che il futuro è già ieri per chi si è distratto.

Positano da Mito

Ago  10
21
di Marilisa Belli  
Categoria News

Sabato 28 Agosto, la seconda edizione del Positano Myth Festival riparte sfavillando: Eleonora Abbagnato, prima ballerina all’Opéra di Parigi, accompagnata da ballerini di rilievo della stessa Opéra, del Royal Ballet di Londra e dell’American Ballet Theatre, si esibirà nello spettacolo, in esclusiva per il festival, “I Miti della Danza, Massine e Nureyev”, a cura di Daniele Cipriani, con Vanessa Gravina, coreografie originarie di Léonide Massine (profondo conoscitore di queste coste), musiche di Satie e costumi a cura di Anna Biagiotti. Più breve rispetto alla passata edizione con 20 eventi concentrati in 8 giorni (dal 4 all’11 Settembre), il festival appare però solo apparentemente toccato da un ridimensionamento dei fondi e mantiene intatta la qualità dei propri multiformi approcci al tema del mito. Numerosi gli incontri che ci aiuteranno a comprendere quel rapporto naturale che lega i luoghi, e la costiera amalfitana col suo mare in particolare, ai miti sia antichi che moderni sotto il nume tutelare del celebre antropologo e mitologista Claude Lévi-Strauss: un video racconto di Luciano De Crescenzo (4 settembre) apre il percorso con le figure mitiche per eccellenza, gli Dei, mentre il 5 settembre ci si muove lungo il Sentiero degli Dei, con la ricerca per parole e suoni della scrittrice Maria Collina e del musicista Luigi Talamo, e con quella, entro il mito del viaggio nell’aldilà, proposta da Gabriele Lavia nel suo spettacolo, tratto da Dostoevskij, “Il sogno di un uomo ridicolo”. Inoltre nella stessa giornata avrà luogo, presso il Museo del Viaggio, il ricco convegno “Isola/isole. Sulla rotta di Odisseo e … oltre” che riconduce direttamente il discorso sul mito ai luoghi dell’isola e del mare come produttori e soggetti del mito, mentre concluderà la giornata la presentazione del volume “Il mare e il mito. Positano Myth Festival 2009” (a cura di Paola Volpe) che raccoglie tutti i frutti prodotti dalla scorsa edizione. Più artistici sono gli eventi in programma negli altri giorni, come il balletto “Cassandra” con Rossella Brescia, allestito in esclusiva da Luciano Cannito (9 settembre), o la drammaturgia musicale di Stefano Cardi “L’estro mi spinge a cantare” interpretata da Sonia Bergamasco (6 settembre), o l’esposizione della graphic novel della poliedrica Cinzia Leone “Circe: seduzione rewind” (inaugurazione 7 settembre). Se questi sono tutti esempi di una continua rivisitazione del mito, tra di essi non poteva mancare quella particolare rilettura, esistenzialistica, del mito data da Cesare Pavese ne “I dialoghi con Leucò” e che il gioco delle voci di Alessio Boni e Marcello Prayer ripropone nello spettacolo “Di Sangue e di Terra ….”(10 settembre). Concludono il calendario i concerti dell’11 settembre: il Recital di Chopin proposto dal giovane e affermato Hong-Chun Youn e il concerto di Sal Da Vinci dedicato al mito della canzone Napoletana.

Il gioco del teatro

Lug  10
19
di Francesca Bianco  
Categoria News

Perché ci sia un gioco deve esserci almeno una regola. Questa bellissima affermazione dell’antropologo francese Roger Caillos è stata scelta dal Teatro Stabile di Napoli come motto della prossima stagione teatrale, che partirà in ottobre e che intanto è stata presentata nel teatro Mercadante dal neo presidente Sergio Sciarelli ed il direttore artistico Andrea De Rosa insieme ad attori e registi coinvolti. Il gioco del teatro è qualcosa di serio, bisogna quindi che gli attori si diano delle regole e che le rispettino per assicurarsi il pieno piacere e garantire quello altrui. Nella vita come sul palcoscenico quindi la funzione ludica è importantissima, la grande famiglia del Teatro Stabile lo sa e per l’appunto “ci gioca” . Il Teatro Stabile riceve dapprima gli auguri per la nuova stagione dall’assessore alla cultura Nicola Oddati, che nel rinnovare la sua fiducia mostra particolare soddisfazione per il progetto Arrevuoto, giunto quest’anno alla sua sesta edizione. La parola passa al direttore artistico che illustra l’autore principe della prossima stagione: il drammaturgo seicentesco Molière. “Il problema dell’Italia è che non ha avuto un Molière” il regista Arturo Cirillo, che quest’anno dirigerà L’Avaro (opera dell’autore francese), cita quest’ affermazione di Cesare Garboli per sottolineare quanto le tematiche di Molière siano attuali. Non mancheranno le collaborazioni con altre sale, Galleria Toledo e Teatro Nuovo, e per la prima volta sarà presente uno spettacolo di teatro-danza: Tristi Tropici di Virgilio Sieni. Al San Ferdinando invece si terrà la rassegna Fringe2fringe e tanti altri lavori come La trilogia degli occhiali di Emma Dante e Don Giovanni, a cenar teco di Antonio Latella. Quest’anno inoltre alcuni maestri della scena partenopea come Renato Carpentieri, Enzo Moscato, Peppe Barra e Toni Servillo torneranno sul palco del Teatro Stabile. Proprio Toni Servillo conclude la conferenza di presentazione della prossima stagione dicendosi contento di tornare a recitare al Mercadante e compiaciuto del fatto che il teatro dia ancora forma alle idee e le trasmetta.

IV Edizione delle Giornate Scientifiche 2010 della SUN

Lug  10
13
di Gianni Tortoriello  
Categoria News

Si chiude la manifestazione organizzata dalla II Università degli Studi di Napoli SUN Promuove Ricerca che ha coinvolto le facoltà di Lettere e Filosofia di S. M. Capua Vetere, la Facoltà di Architettura di Aversa e la Facoltà Scientifica del Polo di Via Vivaldi a Caserta. Nel Chiostro di S. Andrea dopo le lectio Magistris di Giampiero Carosi dell’Università di Brescia e di Franco Locatelli dell’Università di Pavia dal titolo «La pandemia da HIV/AIDS ha 30 anni: riflessioni sulla peste del secolo»e «Cellule staminali mesenchimali: dalla biologia all’applicazione clinica». Dopo la consegna dei premi e delle pergamene per i dottori di ricerca, il Rettore Dott. Francesco Rossi e tutti i docenti e ricercatori si sono intrattenuti nel Chiostro di S. Andrea dove un concerto in stile etnico della Band Scott and Insciallah, capitanato dal leade e fondatore Rosario Scotti di Carlo, è stato offerto dalla Facoltà. – Abbiamo scelto un concerto mediterraneo per concludere questa IV Edizione delle Giornate Scientifiche di Ateneo perché le nostre facoltà sono un grande centro di scambi culturali – dice la Dott. Minale – e devono essere aperte a tutti i giovani di tutte le provenienze. Così come ci sforziamo di diffondere e promuovere scienza, professioni e prospettive del mondo scientifico, anche con la musica abbiamo voluto sottolineare questo scambio interculturale. La band ha proposto inediti del M. Rosario Scotti di Carlo oltre a brani della tradizione napoletana riveduti in stile etnico e tra la danza del ventre, il flamenco, la tammorra e la pizzica l’orchestra e le ballerine hanno intrattenuto dottori e ricercatori fino a tardi.

M. Selo

Brividi d’Estate

Lug  10
13
di Marilisa Belli  
Categoria News

Anche quest’estate l’associazione culturale Il Pozzo e il Pendolo ha organizzato un intrattenimento sfidante la gran calura estiva. Primo elemento della formula: il brivido Giallo. Otto sono gli appuntamenti, infatti, (17, 18, 24 e 25 luglio gli ultimi) de I delitti della luna piena: intrecci misteriosi di storie di crimini, sospettati e investigatori nei quali gli autori de il Pozzo sono ormai famosi (basti pensare al sempre attraente The Game). Secondo elemento: l’intelligente riappropriazione di spazi cittadini, potente medium per la sovrapposizione di realtà e immaginazione. Scenario d’elezione è, quest’anno, ancora il Real Orto Botanico, in cui non solo si svolgeranno le storie interattive de I delitti, ma che soprattutto ospiterà la grande novità del complessivo cartellone estivo “Brividi d’estate 2010”, una novità all’insegna del teatro e delle storie, improvvisate e, soprattutto, già scritte e amate. Quello che ci viene proposto è un viaggio dentro le storie, che ha alla base interpretazioni di opere letterarie molto apprezzate, come quella della prima rappresentazione, Malussène di Daniel Pennac. Ancora, in replica fino a giovedi 15 luglio è Dell’amore e altri demoni di Gabriel Garcia Marquez, mentre lunedi 19 Luglio sarà la volta di Pensare con i piedi di Osvaldo Soriano, giornalista sportivo ed ex calciatore ma soprattutto scrittore lucido e attento osservatore. Lunedi 26 Luglio sarà rappresentato, invece, Novecento di Alessandro Baricco, un titolo carico di suggestione come anche di aspettative. Intrecciate a queste sono le rappresentazioni assolutamente originali: da venerdi 16 Luglio la compagnia italiana di improvvisazione più accreditata, Improteatro, porterà in scena tre spettacoli, in tre serate differenti, Improjam, Atti unici e Black! riassunti nel titolo unico Improshow – Imprevedibili casi del destino, o sicuramente tali saranno per gli spettatori, in uno spettacolo tutto basato sull’improvvisazione. Venerdi 23 Luglio verrà invece rappresentata La storia di Taborre e Maddalena, con in scena Enrico Messina, uno dei più apprezzati cantastorie italiani. L’opera, come nella migliore tradizione dei cantastorie e della novellistica, si basa su un lungo racconto di storie, in cui si intrecciano parole, musica, gesti, sguardi, che offre riparo ai due giovani, Taborre e Maddalena, in fuga dalla minaccia paventata dalla sorte.

Sciopero accademico per la nuova finanziaria

Lug  10
3
di Roberto Strino  
Categoria News

La riforma finanziaria questa volta ha parecchi nemici. Il decreto Gelmini “1905″ mette in condizioni critiche l’istruzione (anche se non sembra una storia tanto nuova). Nuovi tagli ai fondi degli atenei (F.F.O.) con un ulteriore avvicinamento al sistema statunitense (solo un anno e mezzo fa il polo delle libertà aveva cercato di trasformare gli atenei in fondazioni). Nuove proteste, ma questa volta l’ambiente accademico reagisce più marcatamente di quanto abbia fatto in passato. Università in sciopero, solidarietà tra docenti universitari, rischio di paralisi delle attività didattiche e delle sedute d’esame per il mese di luglio. Per la prima volta a memoria d’uomo anche il Secondo Policlinico di Napoli è scosso dagli avvenimenti. I docenti della facoltà di Farmacia appoggiano la sospensione delle attività per la settimana dal 5 al 9 luglio, comunicandolo con un’assemblea indetta con gli studenti, atta a discutere ed informare questi ultimi sulle ripercussioni che questa riforma avrà nell’ambito della ricerca scientifica. La domanda che sorge spontanea è se questa settimana di ibernazione della facoltà possa portare a qualche risultato materiale, o metta solo la coscienza a posto di chi si sente in obbligo di manifestare il proprio dissenso, anche conoscendo i limiti di un’azione simile. Questo è un argomento di riflessione, ma la vera spada di Damocle sulle teste dei futuri laureati è un’altra. Cosa succede se la fuga all’estero dei “cervelli” non è più una scelta per sfuggire ai tempi di magra, ma una vera e propria unica alternativa alla disoccupazione? Cosa succede se un governo , in clima di tagli, chiude il rubinetto alla ricerca e alle università quando in paesi “vicini” come la Germania i tagli vanno a colpire in primis gli sfarzi della classe dirigente? Forse si pensa che l’unico modo di risolvere il problema delle menti in fuga sia quello di mandarle tutte in fuga per dissimulare la questione.

Napoli Pride 2010

Giu  10
27
di Roberto Strino  
Categoria News

La giornata è incantata. Il sole coesiste con la pioggia ed il clima è mite. Le strade del centro storico di Napoli sono incredibilmente sgombre e l’odore dell’asfalto torna in primo piano rimpiazzando quello del monossido di carbonio.

La folla che da inizio al Gay Pride è composta dai reduci della sera prima, quelli confluiti nel capoluogo campano passando dalla stazione direttamente alla Roboterie, ovvero festa gay-oriented di musica elettronica nella facoltà di architettura della Federico II, che ha fatto da preambolo alla marcia di oggi. Una folla stanca (infoltita in modo sostanziale da persone provenienti dalla capitale), e provata dallo sciopero dei mezzi che ha ibernato la città.

Il motivo del raduno nel capoluogo campano è Alemanno. Ebbene il sindaco di Roma ha organizzato un gay pride impacchettato delegando l’organizzazione ad una associazione gay di destra. Conseguentemente la popolazione omosessuale ha boicottato l’evento e ha scelto Napoli come luogo di questa manifestazione di impegno sociale.

Un trionfo. Migliaia e migliaia di persone. Sembra ieri che i napoletani hanno cominciato a vedere apparire per le loro strade le campagne contro l’omofobia, ma dopo l’organizzazione di un evento di questa portata tutta la città sembra cambiata. La pioggia continua a dominare l’atmosfera a braccetto con il caldo, spalmando in giro una cappa afosa di umidità, ma la giornata è tutto fuorché grigia. Alla fine del tunnel, quando i carri si fermeranno dopo aver fatto tappa a piazza del plebiscito, Boy George accoglierà a braccia aperte la folla esultante sulla spiaggia post-industriale di Bagnoli, ponendo un giusto sigillo trionfale a questa giornata fuori dal comune.

“Notti del Mediterraneo”

Giu  10
21
di Gianni Tortoriello  
Categoria News

Dal 30 giugno al 04 luglio prossimo a Tangeri, nel magnifico scenario del “Palazzo delle Istituzioni Italiane di Tangeri” (vasto complesso immobiliare con un estensione di 3 ettari) di proprietà dello Stato italiano, che comprende il Palazzo dell’ex Sultano Moulay Hafid, una chiesa, un Ospedale italiano, un campo da calcio e ampie aree verdi, si svolgerà la 10^ edizione delle “Notti del Mediterraneo”. L’evento organizzato in partnership col wilaya di Tanger-Tétouan, il Consiglio regionale, la Città di Tangeri e le cooperazioni culturali spagnole, francesi ed italiane, nelle cinque notti musicali, trasporterà il pubblico in un viaggio tra Oriente ed Occidente tra Europa ed Africa, attraverso una vera odissea musicale e visuale che condurrà dal Magreb nell’Iran e del Libano nel Mali, passando dall’Andalusia.
Alle notti del mediterraneo parteciperà il chitarrista e cantante internazionale Habib Koité conosciuto per il suo modo di a suonare la chitarra da tuning su una scala pentatonica e giocando sulle corde aperte.
L’evento ha previsto oltre a rappresentazioni dell’arte del Flamenco, tradizionale danza e musica dell’Andalusa, le cui radici affondano nella cultura dei Mori e degli Ebrei, con la partecipazione del gruppo Choni Cia Flamenca, anche un’esposizione di foto ed una programmazione di film musicali in partnership con la Cineteca di Tangeri.

Gianfranco Avolio

Herta Muller a Napoli

Giu  10
15
di Marilisa Belli  
Categoria News

La libreria Feltrinelli di Napoli (via Santa Caterina a Chiaia) in collaborazione con il Goethe Institut, ospiterà Herta Muller ad un anno dal conferimento del Nobel per la letteratura, in occasione dell’uscita in Italia dell’ultimo romanzo della scrittrice tedesca di origine rumena, “L’altalena del respiro”, forse il più bello, visti i primi entusiastici commenti. La trama scava nell’ombra della “grande” storia, nella fattispecie la Seconda Guerra, quella storia e le sue ombre che nel ‘900 sono state spesso sacrificate sull’altare dell’ideologia e che solo di recente abbiamo imparato a conoscere e cercare (basti pensare ad esempio al quadro del partigianesimo di Gianpaolo Pansa, alla strage polacca di Katyn cui invece una sfortunatissima coincidenza ha dato vasta risonanza). Nella convulsione di un centroeuropea liberato dal nazismo, la nuova Romania filosovietica paga il proprio precedente filonazismo con la deportazione della minoranza tedesca in campi di lavoro in Ucraina nei quali essa è costretta, utile capro espiatorio, a contribuire al sogno di grandezza economica dell’Unione Sovietica. Un racconto di prigionia, dunque, ma scritto da una donna e dallo stile fortemente caratterizzato, nel quale il senso doloroso di questa esperienza che ha riguardato anche la madre della Muller, viene ricostruito e trova espressione nella figura del giovane Leo, immagine del poeta Oscar Pastior, anch’egli vittima a cui la morte nel 2006 ha impedito di essere coautore del romanzo.

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