accordi@Disaccordi
Categoria Cinema
La stagione estiva spesso non è la più attesa dagli amanti del cinema, eppure i mesi di luglio e agosto saranno ricchi di appuntamenti per tutti quelli che non possono fare a meno del grande schermo. È partita infatti l’undicesima edizione di accordi @ Disaccordi, il Festival del cinema all’aperto diretto da Pietro Pizzimento e presentato da Movies Event. Fino a settembre nella frescura del Parco del Poggio (Colli Aminei) sarà possibile passare ore piacevoli (ed economiche) in compagnia dei capolavori di Woody Allen, Pedro Almadóvar, Roman Polanski e Giuseppe Tornatore ma si potrà anche riflettere sulle immagini di Draquila di Sabrina Guzzanti, seguire gli amori di Stefano Accorsi in Baciami ancora di Gabriele Muccino e sorridere con Matrimoni e altri disastri di Nina di Majo. Ma non solo pellicole! La rassegna si arricchirà infatti di tante serate importanti con i protagonisti del grande schermo. In occasione della proiezione di Tris di donne e abiti nuziali sarà presente il regista Vincenzo Terracciano, e verranno poi ospitati da Movies Event: Luca Guadagnino, regista di Io sono l’amore, Marco Filiberti che ha diretto Il Compleanno e ancora il regista Claudio Fragasso e la sceneggiatrice Rossalla Drudi. Insomma un Festival ricco di capolavori di ogni genere, si va da Shutter Island di Martin Scorsese a A Serious Man dei fratelli Coen passando per il Verdone-missionario di Io loro e Lara. A fine Festival un altro appuntamento importante ci sarà il 6 e 7 settembre quando verrà proposta per il secondo anno consecutivo l’edizione de I corti sul lettino, concorso dedicato al cinema psicanalitico.
Napoli Film Festival: i vincitori
Categoria Cinema

Guia Jelo e Carlo Del Giudice
Si sono spenti da poco i riflettori sul Napoli Film Festival, la kermesse che per pochi giorni ha trasformato Napoli nella capitale del grande schermo. Tanti i concorsi, tanti i film in gara ma pochi i vincitori. Per il Concorso Europa Mediterraneo si è aggiudicato la vittoria In the land of wonders di Dejac Sorak. Il film ha convinto la giuria perché affronta tematiche complesse come le conseguenze di una guerra nella vita quotidiana. Si evince inoltre dalla pellicola una perfetta sintonia tra sceneggiatura, regia, fotografia e cast. Per il Concorso Nuovo Cinema Italia, la Giuria (composta da studenti universitari) ha premiato Stare Fuori di Fabiomassimo Lozzi “in virtù dell’accuratezza formale e dell’originalità contenutistica” e ha segnalato Guia Jelo come migliore attrice della pellicola. Tra i tanti corti in gara invece si aggiudica il Vesuvio Award Intercambio per la migliore regia di Antonello Novellino e Antonio Quintanilla “per la capacità di raccontare con una narrazione incalzante l’orrore di una quotidianità condizionata dal conflitto”. Per la sezione dedicata ai documentari (Concorso SchermoNapoli Doc) ha ricevuto il Vesuvio Award Corde di Marcello Sannino “per aver trasferito la fascinazione della boxe in fascinazione cinematografica senza dimenticare di documentare la realtà della vita del protagonista”. Il film narra infatti del difficile destino del pugile Ciro Pariso. Il premio come miglior cortometraggio è stato assegnato a Festa di Maurizio Petti Rosaria De Cicco “per aver trovato una metaforica relazione tra la citazione di Totò nel film Totòtruffa e l’opera d’arte di Luciano Caruso Festa, sviluppando una storia che riflette la situazione politico-sociale contemporanea”. Non mancano le scuole che quest’anno hanno partecipato numerose al concorso SchermoNapoli Scuola, ma solo i ragazzi del Liceo Scientifico “Emilio Segrè” di Marano hanno portato a casa il prezioso Vesuvio Award per il cortometraggio Ciao, cm v@? di Salvatore Gatti, “per aver affrontato con una narrazione ricca d’ironia il tema della comunicazione tra le nuove generazioni”.
Cinema e Psicoanalisi
Categoria Cinema
In ogni deserto c’è un’oasi. In ogni situazione di stallo c’è qualcuno che alza la testa e abbatte le barriere culturali. Non per soldi. Ne per gloria. Ma semplicemente per passione. La stessa passione che ha plasmato le arti che hanno rivoluzionato il corso della storia. Il cinema è una di queste. La psicoanalisi è il mezzo che l’uomo ha creato per osservare i ghirigori della propria anima allo specchio. Se queste due discipline vanno a braccetto qualcosa di potente ne viene fuori. Ed è questo che vuole dimostrare il Dottor Ignazio Senatore, psichiatra e critico cinematografico, che dopo il successo della precedente manifestazione (presenziata dal regista Roberto Faenza), da il via alla seconda edizione di “I Corti sul Lettino – Cinema e Psicoanalisi”. La manifestazione si terrà il 6 e il 7 Settembre 2010, presso il Parco del Poggio (Colli Aminei – Napoli), con ingresso libero, dalle ore 21:00 alle 24:00, nell’ambito di “Accordi@Disaccordi – XI Festival del Cinema all’Aperto”. L’intenzione è quella di valorizzare il cortometraggio come mezzo espressivo per tutti i giovani filmaker, italiani e stranieri, e cercare di dare più visibilità possibile a questi, soprattutto nell’ambito dell’esplorazione di tematiche sociali e culturali. Le iscrizioni gratuite sono aperte, e la data di scadenza è il 15 Giugno 2010. La Giuria attribuirà ai vincitori i premi di: Miglior Cortometraggio; Miglior Regista; Miglior Sceneggiatore; Miglior Attore e Attrice Protagonista; Miglior Documentario e Migliore Colonna Sonora.
Qui seguono delle brevi domande cui ha risposto il direttore artistico della manifestazione in persona, ovvero il disponibilissimo (cosa che mi fa credere che la profondità di una persona colta è direttamente proporzionale al suo grado di immunità alla superbia) Ignazio Senatore:
Come è venuta l’idea di accostare il cinema alla psicoanalisi?
L’idea non è poi così originale se si pensa che già nel 1926 il regista espressionista tedesco Georg Wikhelm Pabst per il suo capolavoro “I misteri di un’anima”chiese a Sigmund Freud di partecipare alla stesura della sceneggiatura e dopo il suo rifiuto si avvalse della collaborazione degli psicoanalisti Hanns Sachs e da Karl Abraham. Nel corso degli anni, come psichiatra (lavoro nella Clinica Psichiatrica del II Policlinico di Napoli) ho coltivato sempre più la mia passione per i rapporti tra cinema e psicoanalisi, pubblicato cinque volumi sul tema, ideato un sito (www.cinemaepsicoanalisi.com) ed organizzato quattro rassegne cinematografiche. Generalmente i maestri del cinema sono stati affascinati da queste problematiche e tra i tanti non possiamo non citare Bunuel, Bergman, Fellini, Bellocchio, Hitchcock, Lang, Welles, Antonioni.
Avendo recensito nei miei volumi centinaia di pellicole, prodotte dalle diverse cinematografie, l’anno scorso nacque in me la curiosità di scoprire in che maniera, l’universo, a me sconosciuto dei cortometraggi, aveva declinato i rapporti tra cinema e psicoanalisi. Bandii allora il primo concorso “I corti sul lettino- Cinema e psicoanalisi”. L’adesione è stata eccellente, mi sono arrivati centottanta cortometraggi da tutt’Italia e qualcuno anche dall’estero e spero che quest’anno le adesioni siano massicce come per la scorsa edizione.
E’ ancora complicato cercare di organizzare qualcosa a Napoli che abbia a che fare con il cinema o con la cultura in generale?
Assolutamente si. La prima edizione de “I corti sul lettino – Cinema e psicoanalisi” l’ho organizzata senza nessun contributo. Devo ringraziare il regista Roberto Faenza, presidente della giuria, che, entusiasta dell’iniziativa, è venuto a Napoli a titolo gratuito. Un altro grazie lo devo a Pietro Pizzimento che ha curato, in maniera capillare e certosina, l’ufficio stampa della manifestazione ed a Diego Nuzzo che ha ospitato gratis lo scorso anno al Penguin Café l’iniziativa.
E’ facile sopperire alla latitanza degli addetti ai lavori, oppure è difficile creare un castello di carte in mezzo ad un deserto ventoso?
Credo che la passione, la competenza e la professionalità siano elementi determinanti per poter raccogliere, anche senza guadagnare un euro, consensi, attestati di stima e gratificazioni personali. Il resto sono discorsi da salotto ed alibi per chi non crede nella forza rivoluzionaria e trasformativa della cultura.
L’”Happy Family” di Salvatores
Categoria Appuntamenti, Cinema, Copertina
Dopo un periodo decisamente dark (Io Non Ho Paura, Quo Vadis Baby, Come Dio Comanda), Gabriele Salvatores torna con un film tragicomico dalle mille sfumature.
Dalla commedia si passa velocemente ad un registro grottesco, dal noir al fiabesco tramite espedienti narrativi metatestuali molto interessanti. Un buon viaggio su una montagna russa architettata per uscire fuori dai canoni standard dell’intrattenimento. Molte citazioni e strizzatine d’occhio, perlopiù a registi moderni. La storia, tratta da un lavoro teatrale di Alessandro Genovesi, ricorda molto i film di Charlie Kaufman, con piani dialogici che si incrociano trasversalmente, tracciando percorsi psicanalitici spesso dimostranti l’inettitudine del pensiero profondo degli esseri umani immersi nella stessa mischia urbana, senza mai toccarsi l’uno con l’altro. Bellissimi excursus della Milano d’oggi, patria concettuale del regista. Le sequenze finali trasudano il Woody Allen di “Harry a Pezzi”. L’impasto di Salvatores ricorda “Il Fantastico Mondo di Amélie”, ma si sbilancia di più, forte delle sue precedenti e riuscitissime sperimentazioni (è uno dei pochi che ha tentato di internazionalizzare efficacemente le pellicole e i plot made in Italy), come “Nirvana”, per citarne uno.
Dell’intenzione di slegare questo lavoro dalla “tradizione” nostrana, ennesima prova è la colonna sonora di Simon&Garfunkel. A proposito di questo il regista ha raccontato che durante una telefonata con gli artisti, questi ultimi hanno timidamente confessato di essere lusingati, trattandosi del secondo film in cui vengono scelti per la colonna sonora, dopo il Laureato.
La pellicola è godibile nella sua novità, felice e banalotta nella storia, e può stancare chi ha sedimentato troppo nella superstizione di “squadra che vince non si cambia”.
Cinema e musica al Lanificio
Categoria Cinema
Nel cuore di Napoli, a due passi da piazza Garibaldi, entrando in un portone di legno con su scritto Lanificio c’è, appunto, il Lanificio 25. Al pari di un Basement newyorchese arredato a loft, il locale ha accolto nel suo grembo, la sera del 21 febbraio 2010, un evento molto pretenzioso, in senso buono, per la quotidianità napoletana. Dopo la conclusione del festival “O’Curt”, è stato proiettato il cortometraggio “Nata iurnata”, della regista francese Sung-A Yoon. La proiezione, durata circa un quarto d’ora, ha narrato del ripetitività delle giornate vissute nel capoluogo campano, che spesso sfociano nella sensazione di vuotezza totale, sentimento espresso appieno dall’abile regia della giovane filmaker.
Il concept e i testi delle immagini sono basati sull’omonima canzone di Svez, rapper napoletano appartenente alla celeberrima crew dei 13bastardi, che dopo i titoli di coda è salito sul palco e si è esibito, marcando ancor di più il potere delle parole di Nata Iurnata, questa volta con un beat aggressivo a metà tra il Dub e l’Hip Hop Old School. Il pubblico ha risposto bene a giudicare dalla folla presente alla proiezione(con caccia alle sedie libere), ma non sono mancati commenti negativi, durante e alla fine del corto. La domanda che sorge spontanea è: possono esistere serate del genere, dove la cultura e il mondano vanno a braccetto, anche se non supportate da un festival o usate come trampolino di lancio di un locale per vendere consumazioni? Il clima della Francia del ‘68, dove i registi salivano sulle uscite art nouveau delle metropolitane e raccoglievano il silenzio degli ascoltatori decantando nuove prospettive filmiche, dove i poeti sbarravano i cancelli delle università ad appoggiare il seme del coinvolgimento sulle bocche dei ragazzi, potrà mai essere visto, nel suo caos genuino, in un altro tempo e in un altro luogo, magari in uno dove il caos non è mai stato genuino, come la città di pulcinella?
Napoli nella storia del cinema
Categoria Cinema
La biblioteca Benedetto Croce al Vomero è stata teatro di un interessante incontro sul tema “La grammatica del cinema” promosso dall’associazione culturale Artemision nell’ambito del ciclo di eventi Parole d’autore. L’incontro curato dal giornalista Edoardo Gennarini è un singolare percorso nella storia del cinema partenopeo, dalla prima volta che il Vesuvio e il golfo debuttavano al di là della macchina da presa, (era il 1898 e i fratelli Lumiere girarono alcune scene a Napoli) fino alle opere più recenti. Un cinema inteso come “scrittura” profondamente influenzata dai “modi partenopei”. Questo viaggio affronta alcune tappe significative: il primo film muto girato a Napoli ,“Assunta Spina” (1915), prodotto dalla prima casa di produzione partenopea (la Partenope film). Fino ad arrivare al 1928, con il “Il cantante di jazz”(primo film sonoro) nascono nuove figure professionali, come il direttore della fotografia. Il racconto di Gennarini, continua tra i video dell’epoca d’oro del cinema partenopeo: il Neorealismo. Periodo in cui il teatro popolare presta i suoi personaggi al cinema: personalità del calibro di Eduardo De Filippo e Totò. Nel periodo immediatamente successivo approda il cosiddetto Neorealismo rosa, una sorta di anticamera della commedia all’italiana. Ancora negli anni ’60 film significativi sono “Le quattro giornate di Napoli” (1962) di Nanni Loy, dove la storia osservata dal basso cambia prospettiva, e “Le mani sulla città” (1963) di Francesco Rosi, Leone d’oro a Venezia, una denuncia di chi ci governa, film ancora attualissimo. Negli anni ’70 approda il genere “poliziottesco” (quel genere che proprio non riesce ad essere il vero poliziesco all’americana) con “Napoli violenta”. Negli anni ’80 la commedia all’italiana sparisce a causa della crisi che vede contrapposta al cinema la televisione commerciale, restano i piccoli autori. Un piccolo grande è Massimo Troisi, con la sua prima pellicola “Ricomincio da tre” mette d’accordo critica e pubblico, entrambi apprezzano la forza comica che deriva dalla sua straordinaria carica umana. Negli ultimi lavori degli anni ’90 (“L’amore molesto” di Mario Martone e “L’uomo in più” di Paolo Sorrentino)vi è una Napoli diversa, fredda e negativa.
AstraDoc: la rassegna del reale
Categoria Cinema
E’ stata inaugurata la rassegna dal titolo Astra Doc che si propone di affrontare il tema del cinema documentario. Organizzata dall’associazione culturale ArciMovie (con sede a Ponticelli) la rassegna si serve del cinema Accademy Astra in via Mezzocannone 109. … Continua
Sannio Film Fest
Categoria Cinema
Dal 23 e fino al 30 luglio, il suggestivo borgo di Sant’Agata dei Goti (BN) ospita la XIII edizione del Sannio Film Fest, festival internazionale interamente dedicato alla scenografia e ai costumi, ma che si propone come stimolo, rivolto a tutti, alla riflessione sulla creatività e complessità del cinema secondo un diverso punto di vista. Ed ecco quindi l’incontro (28 luglio, ore 17) “Il Meta Linguaggio”, con gli psicologi Roberto Priore e Lucia Barchetta, in cui è messo in luce, grazie al confronto con il film “Qualcuno volò sul nido del cuculo” … Continua
Accordi @ Disaccordi
Categoria Cinema
È questa sera, 13 Luglio, il secondo appuntamento con i protagonisti del cinema … Continua
Il ‘Reggio Calabria Film Fest’
Categoria Cinema
Giornata d’apertura per la quinta edizione del Reggio Calabria FilmFest, retrospettiva sul cinema italiano voluta dall’Amministrazione comunale, diretta da Gianluca Curti ed organizzata dalla Minerva Pictures. Sino al 25 aprile, in riva allo Stretto, anteprime, proiezioni, incontri con gli artisti, dibattiti con il pubblico ed ospiti importanti. Sarà il teatro Francesco Cilea ad accogliere i protagonisti della kermesse, che tra l’altro è caratterizzata da momenti dedicati ai giovani come i vari confronti tra studenti ed addetti ai lavori ed il concorso CortoRaro che premierà tre cortometraggi. … Continua




