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		<title>Rapporto sull&#8217;economia italiana 2013-14</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 20:27:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eugenio D'Alessio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è da tenere duro almeno un altro po&#8217;. Il segno negativo che precede quasi tutte le stime dell&#8217;economia italiana attuale continuerà a dire la sua per tutto il 2013. Poi, a partire dal 2014, si assisterà ad una ripresa dei consumi, degli investimenti e della domanda. Certo, valori moderati, decimali dove la prima cifra spesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">C&#8217;è da tenere duro almeno un altro po&#8217;. Il segno negativo che precede quasi tutte le stime dell&#8217;economia italiana attuale continuerà a dire la sua per tutto il 2013. Poi, a partire dal 2014, si assisterà ad una ripresa dei consumi, degli investimenti e della domanda. Certo, valori moderati, decimali dove la prima cifra spesso è zero; ma, almeno, quasi tutti preceduti da segno positivo. E&#8217; quanto emerge da un rapporto pubblicato dall&#8217;<strong>Istat</strong> nel mese di maggio, <strong>uno screening sulle prospettive per l&#8217;economia italiana nel biennio 2013-2014</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>PIL.</strong> Non è solo un&#8217;impressione, oppure, ancora meno, un luogo comune: l&#8217;Italia non sta crescendo. Secondo l&#8217;Istat il nostro paese<strong> chiuderà il 2013 con un bilancio del Prodotto Interno Lordo in negativo, pari al -1.4%. </strong>Dal 2014 la musica cambierà? Sì, almeno di qualche nota. L&#8217;aumentata domanda interna dovrebbe stimolare la crescita complessiva dell&#8217;economia fino al +0.7% del PIL. Più che rose e fiori, comunque, l&#8217;anno prossimo sarà luci e ombre. Vediamo quali.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>DOMANDA. </strong>La crescita economica del 2013 si è basata &#8211; e continuerà a farlo &#8211; sulla domanda estera netta (+1.1 punti percentuali) che ha però dovuto fare i conti con un netto calo della domanda interna (-2.0%), offrendo un bilancio, nel complesso, negativo. Il cambio di registro promesso per il 2014 si baserebbe proprio sul cambiamento di segno di quest&#8217;ultimo dato, <strong>il quale dovrebbe centrare una crescita moderata dello 0.7%</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>SPESA. </strong>Oltre i ristoranti sempre pieni e la crisi sbandierata come inesistente, c&#8217;è la matematica che non è ancora un&#8217;opinione. La diminuzione del reddito delle famiglie può essere resa anche così: calo dei consumi. E infatti per il 2013 la spesa delle famiglie è prevista in diminuzione. Il dato è di quelli significativi, ovvero -1.6%. Anche qui il 2014 dovrebbe concedere una boccata di ossigeno:<strong> è previsto un moderato aumento dello 0.4%.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>INVESTIMENTI</strong>. Qui il cambiamento di prospettiva è di quelli significativi. Resta negativa, e molto, la previsione per il 2013, ma l&#8217;orizzonte futuro è decisamente più sereno. Infatti, se a causa di una diminuzione della spesa delle imprese e della pubblica amministrazione il dato 2013 lordo è pari a -3.5%, <strong>quello previsto per il 2014 è +2.9%</strong>, stimolato da un migliore accesso al credito al momento molto ristretto.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>DISOCCUPAZIONE. </strong>Il dato che invece non osserverà questa dinamica di rialzo, almeno non subito, è quello dell&#8217;occupazione. Aumenta nel 2013, aumenterà nel 2014. Quest&#8217;anno l&#8217;infelice congiuntura economica porterà il dato della disoccupazione fino all&#8217;11.2% (+1.2% rispetto al 2012), incrementando il suo valore, nel 2014, fino alla percentuale del 12.4%. Perché una tale incongruenza con gli altri indici? In realtà una logica c&#8217;è, e riguarda la sfasatura con la quale il mercato del lavoro registra le trasformazioni dell&#8217;economia.</p>
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		<title>In Francia piove sul bagnato</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 20:27:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Talone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se l’Italia è il Paese del sole, come intona una famosa canzone napoletana, la Francia è quello della pioggia. I Francesi da settimane non hanno praticamente mai visto il sole in una primavera davvero più invernale che mai. Gli effetti? Non solo sull’umore, bigio e oscuro come il cielo su Parigi ma anche sull’economia.  Secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se l’Italia è il Paese del sole, come intona una famosa canzone napoletana, la Francia è quello della pioggia. <strong>I Francesi da settimane non hanno praticamente mai visto il sole in una primavera davvero più invernale che mai</strong>. Gli effetti? Non solo sull’umore, bigio e oscuro come il cielo su Parigi ma anche sull’economia.  Secondo i dati di Meteo France, quella in corso è stata  la primavera piu’ piovosa dal 1950. <em>“E’ il peggio a cui si sia assistito da quando misuriamo le precipitazioni”</em>, tuona Marion Pirat, meteorologa di Metro France, aggiungendo: ”A Nizza, ci sono stati 429 millimetri d’acqua dal mese di marzo, tre volte di piu’ rispetto alle medie stagionali!”. La gente,incredula, sembra vivere un secondo mese di novembre e mentre la Tour Eiffel svetta in un’atmosfera  cupa e minacciosa, tutt’ intorno impazzano,  tra mille colori, sciarpe, cappelli, giacche a vento, ed ombrelli.  Altro che festa: le temperature sono da brividi, con 4-6 gradi al di sotto delle medie stagionali. Un record che non si vedeva da  ben venticinque anni.</p>
<p>Dicevamo degli <strong>effetti depressivi anche sull’economia</strong>. Ebbene, <strong>nel settore dell’abbigliamento, le vendite sono crollate del 5% rispetto all’anno scorso</strong>. Il motivo è ovvio: fa troppo freddo per acquistare dei vestiti primaverili e la crisi economica non aiuta”, spiega Jean-Marc Genis, presidente esecutivo della Federazione che riunisce i negozi di abbigliamento. Non si può dire meglio del <strong>settore agroalimentare</strong>,visto che il maltempo e l’assenza di sole necessario alla maturazione, ha bandito dal mercato e dalla tavola dei francesi prodotti come radicchio, pomodori, fragole e patate.  <strong>Un ritardo di due o tre settimane, che ha portato  ad un aumento dei prezzi e una riduzione degli acquisti del 10-15%</strong>. Il freddo ha fatto sentire anche i <strong>costi maggiori – pari al 5% &#8211; dovuto al riscaldamento elettrico sulla bolletta elettrica . E non parliamo del settore turistico. Nelle stazioni balneari si è assistito ad una riduzione del 7% delle presenze, </strong><strong>con una perdita pari a 500 milioni di euro</strong>.</p>
<p>C’è da dire che l’anno scorso non fu poi tanto meglio. Chi non ricorda l’elezione del neo-presidente Francois Hollande, che nel giorno della sua investitura all’Eliseo – il 15 maggio del 2012 – risali’ i Campi Elisi sotto a un diluvio universale? C’è chi dice che la pioggia porti bene. Qualche dubbio, a questo punto, sorge a proposito . Certo una cosa è sicura:  preferiamo di gran lunga (e che nessuno ce lo tolga!) il sole del nostro Bel Paese.</p>
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		<title>Il Senato approva il decreto staminali</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 20:22:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Frallicciardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache]]></category>
		<category><![CDATA[cellule mesenchimali]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Senato della Repubblica ha approvato il decreto staminali e lo ha convertito in legge. Il testo del decreto prevede il permesso di continuare l&#8217;utilizzo della terapia per coloro che erano già in cura con il metodo Stamina. È previsto un periodo di sperimentazione di 18 mesi per il quale verranno messi a disposizione circa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Il Senato della Repubblica ha approvato il decreto staminali e lo ha convertito in legge. Il testo del decreto prevede il permesso di continuare l&#8217;utilizzo della terapia per coloro che erano già in cura con il metodo Stamina. È previsto un periodo di sperimentazione di 18 mesi per il quale verranno messi a disposizione circa tre milioni di euro dal Ministero della Salute. Il dicastero del ministro Beatrice Lorenzin sarà coadiuvato nel processo di verifica e tutela delle procedure di sperimentazione dall&#8217; AIFA, l&#8217;agenzia italiana per la vigilanza sui farmaci. Prenderanno parte all&#8217; iter sperimentale anche l&#8217; Istituto Superiore di Sanità e il Centro Nazionale Trapianti.</p>
<p style="text-align: justify">Che si inizi a capire dove e come la medicina rigenerativa possa aiutare nel curare alcune patologie &#8220;incurabili&#8221; è sicuramente una buona notizia. L&#8217;utilizzo di cellule staminali mesenchimali adulte potrebbe aprire spiragli insperati in varie branche della medicina. Non sono però mancate polemiche e prese di posizione da parte della comunità scientifica sulle metodologie da adottare per la coltivazione delle cellule. Particolare attenzione è stata posta sull&#8217;utilizzo da parte dei medici della Stamina Foundation di comuni apparecchiature da laboratorio, mentre da più parti si è invocato l&#8217;utilizzo di apparecchiature e protocolli di GMP, ossia di &#8220;good manufacturing practicies&#8221;, che vengono di regola utilizzate per sperimentazioni farmacologiche.</p>
<p style="text-align: justify">La fondazione <strong>Stamina Foundation Onlus</strong>, nata nel 2009 e presieduta dal professor <strong>Davide Vannoni</strong> rivendica la paternità del metodo nella selezione, l&#8217;espansione e il &#8220;puntamento&#8221; delle cellule mesenchimali nel midollo osseo, ed ha fatto sapere di voler prima capire i termini in cui dovrà essere inserito il programma sperimentale.</p>
<p style="text-align: justify">In ogni caso il primo passo nella scoperta di questa metodologia è stato fatto con la conversione in legge odierna, che per le persone che soffrono può rappresentare un segnale positivo e un&#8217;apertura alle loro richieste. Purtroppo, laddove la speranza prende il sopravvento sulla cautela, la trafila dei protocolli di sperimentazione appare una estenuante perdita di tempo. Le polemiche e le distinzioni sull&#8217;utilizzo di queste tecniche possono inoltre sembrare, alle persone direttamente coinvolte, motivate più da interessi industriali e commerciali che da ragioni obiettive.  In realtà la cautela nelle sperimentazioni farmacologiche e terapeutiche nasce proprio per evitare l&#8217;uso e il commercio di prodotti potenzialmente dannosi e dagli effetti collaterali sconosciuti. In una materia tanto delicata, che coinvolge l&#8217;interesse primario della società civile, non ci si può concedere il lusso di atteggiamenti superficiali e improvvisati.</p>
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		<title>La salute e il web</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 20:19:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariapia Grassano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[La salute è un tema caro a tutti e la tentazione di essere informati su ogni sintomo è spesso molto grande. Soggetti ipocondriaci a parte, sono molte le persone che al minimo mal di pancia necessitano di informarsi e conoscerne le potenziali cause, senza interpellare un esperto in materia. La ricerca fai da te, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">La salute è un tema caro a tutti e la tentazione di essere informati su ogni sintomo è spesso molto grande.</p>
<p style="text-align: justify">Soggetti ipocondriaci a parte, sono molte le persone che al minimo mal di pancia necessitano di informarsi e conoscerne le potenziali cause, senza interpellare un esperto in materia.</p>
<p style="text-align: justify">La ricerca fai da te, in tema di malattie, con la diffusione del web, ha bypassato la classiche enciclopedie mediche (possedute in tutte le famiglie) approdando nel mare sconfinato della rete. La disponibilità di informazioni alla portata di tutti, semplici da trovare e da consultare ha permesso l&#8217;espansione a macchia d&#8217;olio di questa vera e propria mania.</p>
<p style="text-align: justify">I dati del Censis, in effetti, dimostrano che 1 italiano su 3 cerca informazioni sulla salute online in vario modo. Se la maggior parte degli utenti effettua ricerche su patologie specifiche, un certo numero di utilizzatori consulta forum e web community.</p>
<p style="text-align: justify">Ciò che risulta importante, per evitare di farsi idee sbagliate su tematiche così delicate, è la valutazione della fonte, la quale viene spesso trascurata e non tenuta in giusta considerazione. E&#8217; chiaro che più autorevole sarà la fonte, migliore sarà l&#8217;informazione. Affidarsi a commenti di altri utenti, in effetti, può risultare un&#8217;operazione assai rischiosa, specie nel caso di patologie gravi. Leggere suggerimenti e commenti su siti specializzati, al contrario, può risultare molto utile.</p>
<p style="text-align: justify">Da sottolineare, l&#8217;apporto dato dai social network in particolare nel campo dell&#8217;informazione medica, specie su temi come la prevenzione. La veicolazione di messaggi attraverso questi nuovi strumenti permette il raggiungimento di nuove e vaste fasce di pubblico. In quanto alla reale efficacia bisogna aprire un discorso a parte e valutare caso per caso. E&#8217; chiaro che i social network rappresentano uno strumento nuovo, ma ricco di potenzialità.</p>
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		<title>Land grabbing anche in Laos e Cambogia</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 20:17:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nadia Esposito</dc:creator>
				<category><![CDATA[World News]]></category>
		<category><![CDATA[cambogia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il fenomeno del land grabbing cresce in maniera esponenziale, e questa volta in Laos e Cambogia. A rivelarlo è l&#8217; organizzazione Global Witness che sul tema ha condotto una lunga indagine. Letteralmente &#8220;rapina (grab) della terra (land)”, il land grabbing è una controversa pratica che consiste nell’acquisizione su larga scala di terreni nei Paesi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Il fenomeno del <strong>land grabbing</strong> cresce in maniera esponenziale, e questa volta in <strong>Laos e Cambogia</strong>. A rivelarlo è l&#8217; organizzazione <strong>Global Witness</strong> che sul tema ha condotto una lunga indagine.<br />
Letteralmente &#8220;rapina (<em>grab</em>) della terra (<em>land</em>)”, il <strong>land grabbing </strong>è una controversa pratica che <em>consiste nell’acquisizione su larga scala di terreni nei Paesi in via di sviluppo</em>. In 10 anni, (<strong>secondol’International Land Coalition</strong>) <strong>203 milioni di ettari</strong> sono stati acquistati (ceduti) o affittati a 40/50 e fino a 99 anni, vale a dire una superficie pari a 7 volte quella dell’Italia, oltre 20 volte quella delle nostre terre coltivabili, più o meno le dimensioni dell’Europa nord-occidentale.</p>
<p style="text-align: justify">Il fenomeno è cresciuto soprattutto a partire dalla crisi alimentare e finanziaria del 2007,in quanto  paesi come <strong>l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi, la Libia, la Corea del Sud</strong>, che dispongono di grandi risorse economiche ma non di spazi sufficienti per garantire la sicurezza alimentare ai propri abitanti, hanno cominciato a negoziare l’acquisto e l’affitto di enormi quantità di terra nelle nazioni africane o sudamericane; lo stesso stanno facendo le grandi corporation dell’agrobusiness, e società finanziarie che hanno fiutato la possibiltà di profitti lauti. A costoro si sono aggiunti ultimamente alcuni Paesi emergenti come <strong>Brasile e Russia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Terre acquistate per svariati usi ,e secondo le indagini più ampie e accreditate  (<strong>Ilc in testa</strong>), <strong>il 37%</strong> delle negoziazioni avrebbero come finalità la <strong>produzione di bio-carburanti</strong>, seguiti da <strong>produzione agricola (11,3%)</strong>  e <strong>produzione di legno ed estrazione minerarie(8,2%)</strong>. I governi e le società &#8220;acquirenti&#8221; hanno smentito ogni accusa, sostenendo la &#8220;bontà&#8221; dei loro investimenti, come l’India, le cui compagnie hanno comprato terre in Etiopia, sostengono, allo scopo di ammodernare un’agricoltura arretrata, portando lì tecniche e macchinari moderni. A portare avanti questi stessi argomenti vi sono pure i governi locali, che anzi aprono le porte agli investimenti stranieri, talvolta su &#8220;consiglio&#8221; del<strong> FMI</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="line-height: 1.8">Secondo il rapporto di </span><strong>Global Witness</strong><span style="line-height: 1.8"> due società vietnamite sarebbero fra le responsabili del </span><strong>land grabbing</strong><span style="line-height: 1.8"> in </span><strong>Cambogia e Laos</strong><span style="line-height: 1.8">; l’azienda privata </span><strong>Huang Anh Gia Lai</strong><strong> </strong><span style="line-height: 1.8">e </span><strong>Vietnam Rubber Group</strong><span style="line-height: 1.8">, di proprietà pubblica. Tali compagnie in Laos e Cambogia hanno in gestione complessivamente </span><strong>200 mila ettari di terreni</strong><span style="line-height: 1.8">, comprese alcune aree forestali protette che sono state destinate alla coltivazione di </span><strong>alberi da gomma</strong><span style="line-height: 1.8">. Il rapporto denucia il </span><strong>mancato consenso degli abitanti alla vendita delle terre</strong><span style="line-height: 1.8">, le famiglie addirittura sarebbero state allontanate con la forza, senza alcun risarcimento o blandite con la promessa, rivelatasi in certi casi infondata, di posti di lavoro. I casi di resistenza da parte delle comunità locali sarebbero stati duramente </span><strong>repressi</strong><span style="line-height: 1.8">. In Cambogia, circa tre quarti della terra coltivabile (pari a 2,6 milioni di ettari) è stata data in concessione e per l’80% è stata destinata alla </span><strong>coltivazione di alberi da gomma,</strong><span style="line-height: 1.8"> mentre in Laos sono stati ceduti 1,1 milioni di ettari. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="line-height: 1.8">Dunque una situazione che ha gettato gli abitanti nello sconforto, a causa della perdita della </span><strong>sicurezza alimentare</strong><span style="line-height: 1.8">, visto che le coltivazioni di alberi da gomma hanno sostituito quelle di riso, indispensabili per il sostentamento della popolazione. Ma le accuse di </span><strong>Global Witness</strong><span style="line-height: 1.8"> arrivano anche in Occidente, in quanto le operazioni di queste società sarebbero state finanziate anche da </span><strong>Deutsche Bank e International Finance Corporation</strong><span style="line-height: 1.8">, un’agenzia della Banca mondiale che sostiene l’imprenditoria privata nei Paesi in via di sviluppo. Quest’ultima infatti avrebbe investito poco meno di </span><strong>15 milioni di dollari</strong><span style="line-height: 1.8"> in un fondo vietnamita che detiene il </span><strong>5% di Huang Ann Gia Lai</strong><span style="line-height: 1.8">. Il colosso bancario tedesco invece sarebbe in possesso di azioni </span><strong>di HAGL per il valore di 4,5 milioni di dollari</strong><span style="line-height: 1.8"> e di titoli di </span><strong>Vietnam Rubber Group pari a 3 milioni di dollari. </strong></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.mxpress.eu/wp-content/uploads/2013/05/land-grab-in-africa1.jpg" rel="shadowbox"><img class="alignleft size-full wp-image-26145" src="http://www.mxpress.eu/wp-content/uploads/2013/05/land-grab-in-africa1.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Questa corsa al <strong><em>land grabbing</em></strong>, nasconde però una forma insidiosa di sfruttamento da parte di corporation mondiali dell&#8217;agro-business, Stati emergenti e non;  e il pericolo, è quello di instaurare, cosa che già sta avvenendo, un nuovo colonialismo. <span style="line-height: 1.8">Secondo le ricerce di</span><strong> Oxfam</strong><span style="line-height: 1.8"> nel mirino delle trattative ci sono soprattutto </span><strong>l’Africa</strong><span style="line-height: 1.8">, che rappresenta con 134,5 milioni di ettari quasi il 70% delle trattative, soprattutto in paesi come </span><strong>Ghana, Mozambico, Senegal, Liberia, il nuovissimo Sud Sudan, Etiopia e Tanzania.</strong><span style="line-height: 1.8">  A seguire l’Asia con poco più del 20% (43,5 milioni) e l’America Latina (18,3). Una piccola quota, 4,7 milioni di ettari, riguarda peraltro anche la campagna europea (soprattutto Romania, Bulgaria e Ungheria).</span></p>
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		<title>Cromoterapia:crederci o no?</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 20:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nunzia Maddaloni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[cromoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[pseudoscienza]]></category>

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		<description><![CDATA[La cromoterapia è una medicina alternativa che fa uso di colori. Secondo la cromoterapia, i colori aiuterebbero il corpo e la psiche a ritrovare il oro naturale equilibrio. Questa terapia è però duramente contestata dalla comunità scientifica perché i pazienti che si sono sottoposti alla cromoterapia, non hanno beneficiato di alcun miglioramento medico concreto, inoltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>cromoterapia</strong> è una medicina alternativa che fa uso di colori. Secondo la cromoterapia, i colori aiuterebbero il corpo e la psiche a ritrovare il oro naturale equilibrio. Questa terapia è però duramente contestata dalla comunità scientifica perché i pazienti che si sono sottoposti alla cromoterapia, non hanno beneficiato di alcun miglioramento medico concreto, inoltre secondo i ricercatori, questa teoria si basa su presupposti scientificamente infondati. La pratica cromoterapica ha origini antichissime, risale addirittura agli antichi Egizi e ai Greci. Numerose testimonianze, dimostrano che entrambe le popolazioni, facevano uso di minerali, pietre, cristalli e unguenti colorati, dipingendo inoltre con determinati colori, le pareti dei luoghi dove i pazienti venivano curati. In <strong>India</strong> invece, ai colori viene attribuito il potere di influenzare i <strong>chakra </strong>(ovvero centri di energia associati alle principali ghiandole del corpo). In <strong>Cina</strong> si associa il benessere psico fisico ai colori, addirittura le finestre della camera del paziente, venivano ricoperti con teli di determinati colori e anche il malato stesso doveva indossare abiti in tinta. In Europa, con l’avvento dell’<strong>Illuminismo</strong> (epoca caratterizzata dalla totale fiducia nella razionalità dell’uomo), la cromoterapia ritenuta una scienza assolutamente infondata, fu declassata a pseudo scienza. Ai giorno nostri l’utilizzo di questa terapia non è ritenuta una vera e propria alternativa alle doverose cure mediche, ma può essere considerata piuttosto, una pratica in grado di apportare benefici psichici. Ad ogni colore viene riconosciuta una determinata proprietà. Bisogna comunque tener presente che alla base di tali affermazioni non esistono prove mediche concrete ma la semplice constatazione di come i colori possano scaturire nell’uomo determinate sensazioni. I colori del resto ,  giocano da sempre un ruolo fondamentale nella vita di ogni giorno. Basti pensare a quante scelte facciamo pensando ai colori. Appena svegli decidiamo quale capo indossare e di conseguenza quale coloro può rappresentare al meglio il nostro stato d’animo, scegliamo di dipingere le pareti della nostra casa con colori che ci trasmettono determinate emozioni, affidiamo ai colori l’immagine di noi che vogliamo dare o ciò che vogliamo comunicare. Sono numerose le persone che decidono si installare nelle proprie abitazioni, docce all’avanguardia, in grado di emettere luci pulsanti di colori cangianti che hanno un effetto rilassante. I colori dunque rappresentano in modo semplice ed immediato una parte di noi, forse la più vera.</p>
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		<title>Kick Boxing: grande successo</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 20:12:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Pellegrini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri sport]]></category>
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		<description><![CDATA[Un folto pubblico è accorso sabato 18 e domenica 19 maggio presso il palazzetto dello sport di Ceprano, in provincia di Frosinone, per assistere ad una manifestazione nazionale riguardante gli sport di combattimento e in particolare Kick Boxing. Disciplina che combina tecniche di calcio, previste solo su gambe, tronco e testa, con colpi di pugno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Un folto pubblico è accorso sabato 18 e domenica 19 maggio presso il palazzetto dello sport di Ceprano, in provincia di Frosinone, per assistere ad una manifestazione nazionale riguardante gli sport di combattimento e in particolare Kick Boxing. Disciplina che combina tecniche di calcio, previste solo su gambe, tronco e testa, con colpi di pugno simili al pugilato occidentale. Disciplina nata in Giappone negli anni Sessanta durante i quali le forme di combattimento pieno erano caratterizzate dal  <a title="Full contact karate" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Full_contact_karate">full contact karate</a>,  dal <a title="Muay thai" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Muay_thai">muay thai</a> thailandese, dal <a title="Sambo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sambo">Sambo</a> russo,dal <a title="Taekwondo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Taekwondo">taekwondo</a> coreano e dal <a title="Sanda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sanda">sanda</a> cinese. Osservando il grande successo ottenuto dalla boxing thailandese, i Giapponesi decisero di eliminare i colpi di giocchio, gomito e le prese trasformando la disciplina in <a title="Kickboxing giapponese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kickboxing_giapponese">kickboxing giapponese</a>  abbreviata poi in Kick Boxing. La manifestazione è stata organizzata dalla  F.I.K.B.M.S., associazione riconosciuta dal CONI e responsabile del panorama italiano riguardo questa disciplina. Nei due giorni previsti sono accorsi più di mille atleti accompagnati da allenatori, genitori e tifosi nonchè da tutto lo staff organizzativo e dallo staff arbitrale. L&#8217;idea per la realizzazione di tale manifestazione va al presidente del comitato regionale Lazio, Massimo Liberati, pluricampione del mondo, docente della Nazionale Italiana e di molti atleti internazionali. Come quasi ogni arte sportiva orientale, la Kick Boxing è una disciplina che, oltre ad una buona preparazione atletica, prevede un&#8217;enorme forza mentale, un ottimo autocontrollo e un&#8217;elevata concentrazione tale da rendere questo sport uno dei più seguiti ed amati nel panorama delle arti marziali.</p>
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		<title>Un&#8217;occasione epocale</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 14:05:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eugenio D'Alessio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Governo letta]]></category>
		<category><![CDATA[Incandidabilità]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; così che Silvio Berlusconi ha definito il governo in carica guidato dal Presidente Letta. E senza ironie :&#60;&#60;Questo governo viene fuori da un&#8217;occasione storica, epocale. Per la prima volta dal 1947 ad oggi centrodestra e centrosinistra trovano l&#8217;accordo per dare una vita ad una maggioranza, che in parlamento potrebbe approvare davvero tutto, e a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; così che <strong>Silvio Berlusconi</strong> ha definito il governo in carica guidato dal Presidente Letta. E senza ironie :&lt;&lt;<em>Questo governo viene fuori da un&#8217;occasione storica, epocale. Per la prima volta dal 1947 ad oggi centrodestra e centrosinistra trovano l&#8217;accordo per dare una vita ad una maggioranza, che in parlamento potrebbe approvare davvero tutto, e a dare vita a un governo che possa operare per il bene del paese</em>&gt;&gt;. Un&#8217;opportunità senza precedenti &lt;&lt;<em>per mettere fine a quella guerra fredda, civile, quella contrapposizione troppo dura tra centrosinistra e centrodestra</em>&gt;&gt;.</p>
<p><strong>PD VUOLE ELIMINARMI. </strong>Fin qui il tono conciliante, quasi d&#8217;altri tempi e non di certo recenti. Poi, però, il Cavaliere apre una parentesi, neanche tanto piccola, sulla condotta del Partito Democratico, reo di voler mettere fuori gioco sia la sua persona, tramite l&#8217;ineleggibilità, sia il M5S, attraverso il ddl Zanda-Finocchiaro. E qui, tornano i toni appuntiti e critici, più simili a quelli degli ultimi vent&#8217;anni :&lt;&lt;<em>Mi sembra che qualcuno abbia portato avanti ipotesi di ineleggibilità del sottoscritto dopo vent&#8217;anni dopo che tanti parlamenti hanno sempre approvato la mia eleggibilità, e dall&#8217;altra parte addirittura la ineleggibilità o incandidabilità del Movimento 5 Stelle, votato da milioni di italiani</em>&gt;&gt;. A prescindere dalla tregua politica, insomma, dietro le prime linee, tutte dedite alla collaborazione per il bene del Paese, le manovre continuano.</p>
<p><strong>IL DECRETO. </strong>Berlusconi ha anticipato anche alcune indiscrezioni sul decreto che il governo ha in cantiere. Promessi effetti shock sull&#8217;economia: abolizione dell&#8217;IMU, detassazione integrale delle nuove assunzioni, riconfigurazione di Equitalia e della burocrazia, ritenuta una zavorra eccessiva per coloro che vogliono fare impresa. Poi, le riforme. Per il Cavaliere l&#8217;idea di dimezzare il numero dei parlamentari non è più una proposta ma una necessità, da affiancare ad un aumento dei poteri del primo ministro e alla possibilità di eleggere il presidente della Repubblica.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il condensatore che ricarica il cellulare in 30 secondi</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 14:03:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teresa Delli Paoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[batteria]]></category>
		<category><![CDATA[Eesha Khare]]></category>
		<category><![CDATA[Intel]]></category>
		<category><![CDATA[International Engineering and Science Fair]]></category>
		<category><![CDATA[premio]]></category>
		<category><![CDATA[ricarica]]></category>
		<category><![CDATA[supercondensatore]]></category>

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		<description><![CDATA[Ad averlo inventato una diciottenne californiana, Eesha Khare, la quale ha avuto la brillante idea di creare un aggeggio in grado di ricaricare le batterie di uno smartphone in tempi brevissimi, dai 20 ai 30 secondi per esser più precisi, aggiudicandosi anche un prestigioso premio indetto dalla Intel. &#8220;International Engineering and Science Fair&#8221;, questo il nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Ad averlo inventato una diciottenne californiana, <strong>Eesha Khare</strong>, la quale ha avuto la brillante idea di creare un aggeggio<strong> </strong>in grado di<strong> ricaricare le batterie di uno smartphone in tempi brevissimi, dai 20 ai 30</strong> secondi per esser più precisi, aggiudicandosi anche un prestigioso<strong> premio indetto dalla Intel</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><em>&#8220;International Engineering and Science Fair&#8221;, </em>questo il nome del concorso per  giovani inventori organizzato dalla Intel Corporation, che ha fatto sì che la giovane americana, con la sua invenzione, si aggiudicasse  anche 50mila dollari per approfondire i suoi studi.</p>
<p style="text-align: justify">Ma cosa ha realizzato nello specifico la studentessa, che ha battutto circa 1600 altri ragazzi provenienti da tutto il mondo?</p>
<p style="text-align: justify">In pratica<strong> un supercondensatore ad alta densità energetica</strong> che, se sostituito alle normali batterie del cellulare, permetterebbe di ricaricarlo non più in un&#8217;ora.</p>
<p style="text-align: justify">Al momento i test, ad esito positivo, sono stati effettuati solo su una luce a LED ma, secondo la Intel, famosissima azienda multinazionale, in futuro il condensatore potrebbe avere svariate applicazioni, comprese auto elettriche e PC, oltre ai cellulari.</p>
<p style="text-align: justify">Flessibile e dalle ridotte dimensioni, promette 10.000 cicli di carica-ricarica in confronto ai 1.000 cicli delle batterie ricaricabili tradizionali.</p>
<p style="text-align: justify">Praticamente durerebbe <strong>dieci volte più delle normali </strong><span style="line-height: 1.8"><strong>batterie</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify"><em>&#8221;Ho sviluppato un dispositivo in grado di accumulare energia, e&#8217; una sorta di deposito che puo&#8217; contenere una grande quantita&#8217; di energia in un volume molto ridotto. È anche flessibile, così da poter essere impiegato su display roll up, su vestiti e tessuti. Ci sono molte differenti applicazioni e vantaggi possibili rispetto alle consuete batterie”, </em>ha spiegato l<span style="line-height: 1.8">a promettente Eesha. </span></p>
<p style="text-align: justify">Normale chiedersi cosa l&#8217;abbia ispirata durante la lavorazione.<em> &#8220;La mia batteria del cellulare muore sempre&#8221;</em>, la sua onesta e concreta risposta.</p>
<p style="text-align: justify">Pare che la neo-scienziata sia stata già contattata da un grosso nome del web dopo la vittoria.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="line-height: 1.8">Vi dice niente il nome Google?</span></p>
<p style="text-align: justify">A quanto pare proprio un inizio fantastico!</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Veganismo. Una scelta etica e salutare</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 14:01:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Calafiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[animalista]]></category>
		<category><![CDATA[antispecista]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Watson]]></category>
		<category><![CDATA[FAO]]></category>
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		<description><![CDATA[In rete gira una battuta: “Salva una pianta, mangia un vegano”. Ma è solo ironia, sarebbe infatti impossibile sminuire l’importanza di una scelta etica come quella del veganismo. Il veganismo, dall&#8217;inglese veganism, derivante da vegan, neologismo ideato nel 1944 da Donald Watson, membro della Vegetarian Society, è una filosofia di vita basata sul rifiuto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">In rete gira una battuta: “<strong>Salva una pianta, mangia un vegano</strong>”. Ma è solo ironia, sarebbe infatti impossibile sminuire l’importanza di una scelta etica come quella del veganismo.</p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>veganismo</strong>, dall&#8217;inglese veganism, derivante da vegan, neologismo ideato nel 1944 da Donald Watson, membro della Vegetarian Society, è una filosofia di vita basata sul rifiuto di ogni forma di sfruttamento degli animali: per alimentazione, abbigliamento, spettacolo e ogni altro scopo. Dettato da principi etici di rispetto per la vita animale, si basa sul pensiero antispecista e su una visione non violenta della vita. <strong>Il veganismo dunque si traduce nel rifiuto di usare o consumare prodotti derivanti da sfruttamento e uccisione degli animali, e di dedicarsi, partecipare e sostenere attività che boicottino l’uso degli animali o la loro uccisione.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il soggetto che adotta il veganismo come filosofia di vita è definito <strong>vegano</strong>. Mentre i vegetariani seguono una dieta priva di parti del corpo di un animale, ma che può comprendere prodotti di origine animale, come miele, latte, uova e loro derivati. <strong>Il vegano è invece colui che non mangia nulla che abbia origine animale, cioè niente carne né pesce, ma nemmeno latte, prodotti caseari e uova</strong>: i vegani sostengono che la privazione del latte o la produzione di uova determini in qualche modo sofferenza dell’animale e privazione per i suoi cuccioli. I vegani inoltre affermano che l’uomo non sia onnivoro, ma <strong>frugivoro</strong> (Animale che si ciba primariamente, o esclusivamente, di frutta – ndr). <strong>Un vegano dunque consuma solo cibi di origine vegetale.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Un vegano indossa solo capi in fibre vegetali e sintetiche, evita l&#8217;acquisto di capi con parti di origine animale</strong> come pellicce, pelle, lana, seta e imbottiture in piuma. Usa cosmetici e prodotti per l’igiene personale e per la pulizia della casa non testati su animali, ed evita l&#8217;acquisto di altre merci con parti animali come divani in pelle, tappeti in pelliccia, ornamenti in avorio, oggetti in osso, pennelli in pelo animale e altro ancora. Un vegano evita anche la pratica, la partecipazione e il sostegno ad attività quali la sperimentazione su animali, caccia, pesca, e spettacoli che sfruttino o mostrino animali.</p>
<p style="text-align: justify">Il vegano è quindi soggetto, per libera scelta, a una serie di norme comportamentale etiche autoimposte che influenzano le abitudini di ogni giorno. Ma <strong>l&#8217;uso di sostanze di origine animale è così diffuso nella produzione industriale, che la pratica di un veganismo puro è praticamente impossibile</strong>. Infatti sostanze di derivazione animale si possono trovare in articoli insospettabili come palle da tennis, carta da parati, bande adesive, proiettili, pellicole fotografiche, freni, porcellana, sigarette. E anche tutti gli oggetti in acciaio dovrebbero essere evitati, perché la loro produzione avviene con l&#8217;uso di grassi animali. Per non parlare della coltivazione agricola, dove è previsto l&#8217;impiego di concimi di origine animale prodotti con sangue, feci, ossa, lana, corna e altre parti del corpo.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo le statistiche della <strong>FAO</strong> (Food and Agriculture Organization), <strong>in tutto il mondo ogni anno vengono uccisi, per fini alimentari, circa 56 miliardi di animali, esclusi pesci e altri animali marini</strong>. Dalla fame al riscaldamento globale, dalle malattie all&#8217;uso sostenibile delle risorse, l&#8217;addio al consumo di animali e derivati sembra essere l’unica soluzione possibile. Si tenga presente che <strong>solo il 20% della popolazione mondiale ha regolare accesso alle risorse alimentari</strong>, mentre il 26% della superficie terrestre è letteralmente invaso da allevamenti, ai quali è imputabile l’emissione del 18% dei gas serra, la distruzione di milioni di ettari di foreste, la perdita di biodiversità, la produzione annua di 1.050 miliardi di tonnellate di deiezioni. I dati <strong>ONU</strong> (Organizzazione Nazioni Unite) al riguardo sono impressionanti: <strong>900 milioni di persone soffrono la fame, mentre 2 miliardi sono da considerare malnutrite.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Sempre secondo la <strong>FAO</strong>, questa <strong>situazione sembra destinata ad aggravarsi entro il 2050, quando la popolazione mondiale della terra passerà da 7 a 9 miliardi di persone</strong>, rendendo ancor più drammatica la carenza di cibo e che, probabilmente, comporterà tensioni internazionali per la conquista di nuovi territori da coltivare e depredare per fini alimentari. <strong>La FAO in tal senso è da diversi anni che sostiene una politica di informazione riguardo capacità nutrizionali alternative: insetti (Articolo in questo link: http://www.mxpress.eu/?p=25496)</strong>. Difatti occorrono più di 16 chili di foraggi e circa 15 mila litri di acqua per produrre un chilo di carne, ma solo 2 mila di acqua per ottenere la stessa quantità di grano. Praticamente, se le risorse necessarie alla produzione di carne fossero investite per l’agricoltura, probabilmente la fame sarebbe solo un ricordo, e in questo contesto consumistico gli insetti sono anch’essi una fondamentale risorsa nutrizionale alternativa alla carne.</p>
<p style="text-align: justify">La dieta vegana potrebbe essere una soluzione pratica ed etica alla catastrofe umanitaria e alimentare preannunciata dalla FAO entro il 2050, ma anche una scelta salutare: <strong>dire no alla carne, e più in generale alle proteine animali, prolunga la vita e ne migliora la qualità</strong>. Una ricerca inglese, durata ben 12 anni, e che ha interessato un campione di oltre 60 mila persone, pubblicata sul <strong>British Journal of Cancer</strong>, ha dimostrato che i vegetariani hanno meno probabilità di ammalarsi di tumore rispetto a chi mangia carne. I risultati sono impressionanti: <strong>i vegetariani hanno il 45% di probabilità in meno di sviluppare il tumori del sangue e il 12% di probabilità in meno di manifestare un qualsiasi altro tipo di tumore</strong>. Chi consuma molta carne invece, tipo due volte al giorno con un panino col prosciutto a pranzo e una bistecca a cena, vede aumentare del 35% il rischio di ammalarsi di cancro all&#8217;intestino. <strong>La dieta vegana contribuisce anche a mantenere pulite le coronarie, e di conseguenza a prevenire il 97% delle cardiopatie.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Ma nella vita reale, come si sposa una dieta così radicale alla quotidianità? Mediaxpress lo ha chiesto a <strong>Mélina</strong>, giovane mamma, e vegan da quasi 10 anni.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Mélina come sei diventata vegana?</strong></p>
<p style="text-align: justify">“<strong>La spinta iniziale è stata di natura emotiva</strong>: guardai il video di una volpe che veniva scuoiata viva. Era una campagna contro le pellicce. Mi sono sentita ipocrita. Ho pensato che non avevo il diritto di indignarmi se mi nutrivo di qualcosa che comportasse simili sofferenze. Perché il cane e il gatto sono nostri amici, e tutti gli altri no? Essere vegani fa stare bene fisicamente e moralmente, anche se talvolta è difficile.”</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Cosa intendi per bene moralmente?</strong></p>
<p style="text-align: justify">“Meno spreco d&#8217;acqua, più campi coltivati per alimenti umani anziché mangimi, meno fame nel mondo, zero sofferenza, zero crudeltà. Di solito ci sono due correnti di pensiero: i salutisti e gli animalisti. Io appartengo alla seconda. <strong>È il rifiuto di ogni forma di crudeltà sugli animali e il boicottaggio permanente dei prodotti che la prevedono</strong>, quindi non solo cibo, ma anche vestiario, cosmesi, medicine, associazioni di ricerca, prodotti per la casa e molto altro.”</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Scelta radicale?</strong></p>
<p style="text-align: justify">“Parlo per me: <strong>la scelta è radicale e dura, ma solo se non nasce da una forte motivazione etica</strong>. Riusciresti a rinunciare per sempre a cose come la mortadella, i cornetti, i dolci, le torte di compleanno, i profumi di marca, le giacche di pelle o i piumini? Passare davanti a una pasticceria ti sembrerebbe una tortura, ma se la tua motivazione è più forte, niente di tutto questo ti farà più gola. Inoltre la cucina vegan è ricca e saporita e non ci facciamo mancare davvero nulla, io però credo anche che non bisogna essere aggressivi con gli onnivori. Se la scelta parte dal rispetto delle specie, allora <strong>bisogna rispettare anche chi non la pensa come noi: persone che non sanno che razza di mostruosità nasconde ad esempio un uovo o un bicchiere di latte</strong>. E’ una scelta, e deve essere libera.”</p>
<p style="text-align: justify">Anche <strong>Michela</strong>, attivista e vegana, ha risposto a Mediaxpress: “Secondo me oggi è facile essere vegan. Chi era vegan 20 anni fa, quando non c’era molta offerta, sì che era in gamba. Oggi invece puoi permetterti un gelato quando sei fuori, puoi trovare tranquillamente bar che ti fanno tramezzini e brioches vegane. Vuol dire tanto secondo me.”</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Anche per Michela è stata una scelta radicale?</strong></p>
<p style="text-align: justify">“<strong>E’ una scelta radicale quanto rifiutare razzismo, maschilismo, guerre, violenza e sfruttamento dei popoli più poveri</strong>. Quando realizzi questo, è facile essere vegani. I sapori non mancano, anzi, se ne scoprono di nuovi.”.</p>
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