Scaparro: sinergia tra cinema e teatro

Ott  08
31
di Gianni Tortoriello  
Categoria Cinema

‘Mi auguro che il mio film contribuisca a far sì che cinema e teatro in Italia si alleino in un progetto di mutua assistenza. Viviamo in un periodo ‘buietto’ ma io resto ottimista e le due forme d’arte, senza fare confusione di linguaggi, si devono dare una mano’. E’ il desiderio espresso da Maurizio Scaparro, regista dell’ultimo film presentato al Festival internazionale del film di Roma fuori concorso, ‘L’ultimo … Continua

Sala Buia

Ott  08
28
di Barbara Carrer  
Categoria Cinema

“Ma tu quanta luce possiedi?”
“Quanta basta per accarezzare i fiori e farli sorridere quando mi guardano”
“Io guardo te e vedo sorridere i fiori…”

Non si tratta, come potrebbe sembrare, di un dialogo tra innamorati, ma di uno scambio di emozioni tra due protagonisti insoliti e apparentemente inconciliabili: il Buio e la Luce.Ce lo racconta in modo profondo, garbato e a tratti struggente, Barbato De Stefano nel cortometraggio “Sala buia” di cui è regista, produttore, sceneggiatore e interprete insieme a Cristina D’Alberto, Bianca Galvan e il giovane Giuseppe De Stefano, fratello dell’autore. Quest’ultimo, dopo gli studi di recitazione all’Accademia “Mario Riva” e il debutto in teatro nella Compagnia Italiana di Operetta, ha collaborato come assistente alla regia alle ultime produzioni di Vincenzo Salemme “La vedova allegra” al teatro dell’Opera di Roma e “Bello di Papà”. E’,tuttavia, con “Sala Buia”che il giovane artista campano si accosta al cinema e lo fa nel modo più completo: da autore. Presentata con grande successo in anteprima il 15 maggio a Roma e riproposta nell’ambito dell’”Isola del Cinema”, l’opera dalle forti influenze teatrali , si caratterizza per il suo essere delicata, slegata dalla dimensione temporale e lontana dai ritmi stile flash-back tipici del Corto. Un brusco risveglio alla realtà, senza tuttavia staccarsi dalla dimensione poetica, in un finale inaspettato che fa riflettere…

Come nasce l’idea di questa storia non convenzionale?

Nasce da un moto di indignazione per l’immobilismo e l’apatia della nostra società: non è possibile che chi è in grado di saltare, cantare, recitare non lo faccia. Ho scritto il soggetto in una delle tante tratte in treno, anche se sono convinto che l’idea, come sosteneva Michelangelo, fosse già lì, bastava avere la sensibilità per coglierla

Ha da subito pensato ad un cortometraggio o l’idea si è modificata in divenire?

Prima avevo ipotizzato una poesia, poi ho capito che poteva essere sviluppata diversamente, quindi ho realizzato i dialoghi e pensato ai ruoli

Perché “Sala Buia”?

E’ un termine che appartiene al gergo teatrale, ambito che amo, in cui ho trascorso molto tempo e che mi fa sentire a casa. Con questa formula il direttore di palco comunica al responsabile di sala di spegnere le luci perché lo spettacolo sta per iniziare. Il momento clou del Corto è proprio quello in cui il teatro si oscura e il Buio prende coscienza della propria fragilità e si spaventa di se stesso

Un giovane con talento e un progetto da realizzare come il suo è costretto ad autoprodursi?

Avevo un forte desiderio di realizzare il mio sogno e, poichè i fondi mi erano stati negati in quanto ancora sconosciuto nell’ambiente, ho deciso di autoprodurmi. Il timore più grande era quello che mi rubassero l’idea dal momento che ne avevo parlato con parecchi addetti ai lavori

Il loro commento?

Sostenevano che l’idea non avrebbe funzionato, che mancavano i tempi incalzanti tipici del Corto e la struttura per una sceneggiatura, ma io lo volevo esattamente così: un climax lento, come un suono che arriva all’improvviso, da lontano, un divenire in crescendo…

Quindi un cortometraggio atipico, fuori dagli schemi…

Infatti. Più che un corto è un piccolo film.

Come spiega l’incontro e l’empatia tra due entità considerate antitetiche come il Buio e la Luce?

E’ la Luce che viene a contatto con il Buio( infatti solo lei si presenta); non potrebbe essere il contrario perché a lui, il concetto di luce non interessa. Attraverso la personificazione della luce terrena lui scopre la propria fragilità e ne ha paura; per questo quando la sala si fa oscura lui, per la prima volta, ha paura di se stesso. Con il Buio ho voluto rappresentare la razionalità che prende il sopravvento sull’anima

Cosa lega queste due entità?

Non è amore perché il buio non lo contempla, solo la Luce. Lui è turbato da lei e ne sente la presenza, si stabilisce un legame perché lei lo mette in contatto con la sua emotività

Come nasce il suo rapporto di stima e amicizia con Vincenzo Salemme?

Ho conosciuto Vincenzo perché ero stagista al teatro dell’ Opera, abbiamo legato subito e mi ha proposto di assisterlo nella regia di “Bello di Papà”…per poco non mi veniva un colpo per la felicità: era il mio mito!

Un aneddoto che vi riguarda?

Mentre ero assistente alla regia ho annotato su dei fogli tutti gli insegnamenti e i consigli che impartiva nel corso delle prove. Alla fine delle repliche glieli ho consegnati, è rimasto piacevolmente stupito

Gli insegnamenti più preziosi?

Rispetto, disciplina, umiltà

La soddisfazione più grande?

Oltre agli applausi di tre minuti alla prima del corto, la chiamata di Salemmme che si complimentava per il mio lavoro. Sapendo che lui non è tipo da dispensare elogi, ho ricevuto una grande forza

Progetti futuri?

A settembre 2008 la fiction “Provaci ancora prof. 3″ per la regia di Rossella Izzo.

Parteciperò poi a parecchi congressi per la SMA (atrofia muscolare spinale) , problema affrontato nel mio cortometraggio che sta diventando uno spot… Sono legato molto alle famiglie dei malati e spero di donare luce a tutti i bambini affetti da questa forma in particolare al mio amico Alessandro Magnani.

Se Devi Dire Una Bugia Dilla Grossa

Ott  08
24
di Gianni Tortoriello  
Categoria News

Una commedia di Ray Cooney, regia di Stefano Amatucci, con Patrizio Rispo, Mario Porfito, Gea Martire, Mimmo Esposito. Teatro Troisi Via Leopardi 192 – Fuorigrotta (Rione Lauro) – Da Giovedì 23 Ottobre – Ore 21.00

Uno spettacolo contemporaneo che si regge su fitti intrecci e normali avvenimenti che assumono pieghe paradossali. Sullo sfondo di un albergo di lusso prendono vita giochi, equivoci sempre più fitti e colpi di scena tra camere da letto e specchi di una società che ci rappresenta.
Cooney ha scritto questa farsa usando tutti i trucchi, i colpi di scena, le gags, gli effetti speciali, gli equivoci, i battibecchi, i rossori, gli spaventi, gli armadi, i letti e le vestaglie del teatro nato per far ridere pur specchiandosi nei vizi e nelle ipocrisie della società che ci circonda.
Questa edizione della commedia, che in Italia ebbe come primo protagonista Johnny Dorelli, vede di nuovo in teatro insieme una coppia di attori affiatatissima, come già il pubblico televisivo, di cui entrambi sono beniamini, ha avuto occasione di apprezzare: Patrizio Rispo e Mario Porfito che duettano splendidamente in scena, coadiuvati dagli altri attori e con una buona regia.

A Treviso, “Canaletto, Venezia e i suoi splendori”

Ott  08
23
di Gianni Tortoriello  
Categoria Arte

Aperta a Treviso la mostra ‘Canaletto. Venezia e i suoi spendori’. Una sfilata di autentici capolavori racconterà, la vicenda artistica di Antonio Canal detto Canaletto e quella del Vedutismo veneziano, uno dei fenomeni artistici più significativi del Settecento europeo. Fino al 5 aprile 2009 alla Casa dei Carraresi. La mostra, organizzata da Artematica con … Continua

Decolla da Milano il primo tour sulla luna di Cremonini

Ott  08
23
di Gianni Tortoriello  
Categoria Musica

Decolla il 2 dicembre dall’Alcatraz di Milano ‘Il primo tour sulla luna’ di Cesare Cremonini, che che arriva sulla scia del nuovo album dell’ex Lunapop, ‘Il primo bacio sulla luna’, disco d’oro con oltre 40.000 copie vendute a tre settimane dall’uscita. La prima parte del tour si concludera’ a Padova il 19 Dicembre, dopo aver toccato Torino, Firenze, Roma, Bologna, mentre le … Continua

“La Falce e il Martello simboli di Ferro”

Ott  08
23
di Gianni Tortoriello  
Categoria Arte

“La Falce e il Martello, simboli di ferro”. E’ il titolo della mostra che si terrà, al Muspac – Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea dell’Aquila. La mostra ha ricevuto il patrocinio del Comune dell’Aquila, della Provincia dell’Aquila e della Regione Abruzzo, ed è organizzata insieme all’associazione culturale Horti Lamiani-Bettivò di Roma, promotrice … Continua

I Sopranos lanciano negli USA una linea di vino italiano

Ott  08
23
di Gianni Tortoriello  
Categoria News

I Sopranos, la popolare serie televisiva statunitense su una famiglia mafiosa italo-americana del New Jersey, ispira anche il mondo del vino: è stata infatti lanciata negli Usa la linea di vini italiani Sopranos Wine, grazie a un accordo tra l’emittente produttrice del programma Hbo e la Vesuvio Import Company. La linea, distribuita dalla Duggan’s Distillers Products Corporation, comprende Chianti Classico Docg, Chianti Classico Riserva Docg, Chianti Docg, Pinot Grigio e Pinot Noir. Il prezzo delle bottiglie, che possono essere acquistate anche su internet, oscilla tra i 15 e i 34 dollari. L’operazione di marketing può essere un’ulteriore opportunità per far conoscere ed espandere le vendite di vini italiani negli Usa ad una fascia di consumatori piu’ ampia.

Reporter per un Giorno… o per sempre

Ott  08
21
di Antonio Canitano  
Categoria Senza categoria

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In Treatment

Ott  08
15
di Simona Custagliola  
Categoria Tv

La HBO dopo successi come Sex and the City, I Soprano e Six feet under propone una serie oltremodo insolita, lontana dai canoni e dagli stereotipi di cui sono pieni i palinsesti televisivi.
La prima serie, in onda già dal 21 Settembre su Sky, consta di 43 episodi giornalieri nei quali si assiste alle sedute psicanalitiche di cinque personaggi diversi guidati nell’esplorazione del proprio inconscio dallo psicoanalista Paul Weston (Gabriel Byrne). Il lunedì è di Laura, giovane anestesista alle prese con i suoi problemi affettivi e palesemente innamorata di Paul; il martedì tocca ad Alex, pilota della marina traumatizzato dalla sua esperienza in Iraq dove ha ucciso anche dei bambini; il mercoledì viene analizzata Sophie, sensibile e problematica adolescente con manie suicide; il giovedì è il turno di Jake ed Amy, coppia in crisi provata da anni di tentativi di concepimento di un figlio; il venerdì è lo stesso Paul, terapista sempre in bilico tra fedeltà all’etica professionale e coinvolgimento soggettivo nei confronti dei suoi assistiti, a sottoporsi all’analisi affidandosi a una sua vecchia amica e collega: Gina.
Giorno dopo giorno, seduta dopo seduta, il pubblico impara a conoscere e a identificarsi nei problemi di ogni paziente e del loro terapista destreggiandosi tra complessi edipici, sensi di colpa, complessi di inferiorità, narcisismi ed altre problematiche emotive e psicologiche mai trattate banalmente e mai rese poco fruibili. In effetti, il segreto della buona riuscita di questa serie televisiva sta proprio nell’utilizzo dei dialoghi e nella sceneggiatura minuziosamente curata: ogni personaggio, infatti, è affidato ad uno sceneggiatore diverso che ne descrive i tratti mentali e biografici in modo coerente e lineare affinché il tutto risulti chiaro ed uniforme allo spettatore. La regia di Rodrigo Garcia e la scena sono trattate in modo solo apparentemente semplicistico: per circa mezz’ora si osservano due attori che dialogano ripresi in continui primi piani, lo spazio piccolo e limitato è quello dello studio dai colori e dall’arredamento quasi alienanti. Il ritmo è lento e regolare e i colpi di scena sono dati semplicemente dalle rivelazioni dei pazienti tramite il mirato, logico e magistrale uso delle parole. La colonna sonora è quasi inesistente. Tutto ciò, fa sì che il pubblico può facilmente immedesimarsi negli stati d’animo di chi parla. In Treatment diventa, così, la prova che, nonostante l’assenza di azione comunemente intesa, un tipo di narrazione fatta di elementi ben amalgamati può rendere un prodotto ugualmente ed estremamente avvincente, facendo risultare impossibile per lo spettatore non appassionarsi alle vicende dei protagonisti.

Visite Guidate nei Luoghi del Cinema Partenopeo

Ott  08
14
di Antonio Canitano  
Categoria Cinema

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E’ stato presentato presso la sala conferenze dell’ex Ospedale Pace a Napoli (via Tribunali 227) “Le location che abbiamo in Comune” , progetto organizzato da Campania Movietour in collaborazione con la Mediateca S. Sofia dell’Assessorato alle politiche giovanili del Comune di Napoli e con la IV Municipalità. Attraverso una serie di visite guidate, l’iniziativa  … Continua

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