More Paintings
Categoria Arte
La galleria Annarumma 404 -spazio espositivo che sorge al centro della città, accanto al Maschio Angioino, fondato nel 2004 da Francesco Annarumma- ospita la prima personale europea dell’artista statunitense Noah Davis, intitolata “More Paintings”, visitabile fino al 15 settembre 2010. La Galleria napoletana espone la collezione di questo singolare interprete di un espressionismo moderno, silente e intimista. Le sue opere ritraggono scene d’interni, popolate da figure inquiete e inquietanti. Così per esempio è “Brunette woman”, una delle opere in mostra che ritrae una figura femminile ripresa a mezzobusto, dallo sguardo pensosamente rivolto verso il basso e la folta capigliatura castana in primo piano, languida e assente. La pittura di Davis è densa, pastosa, dagli intensi colori autunnali che si fanno evocatori di atmosfere nostalgiche e lontane, come quella de “Untitled (Woman at an Edge) ”, dove una silhouette femminile in piedi sul margine di una roccia, si staglia solitaria su un cielo serale. Nei suoi quadri si può scorgere un po’ di Derain, un po’ di Picasso, un po’ di Matisse, ed è proprio con Matisse che il confronto diventa inevitabile: se “la Danza” è il manifesto di una umanità gaudente e primitiva il suo “Three figures with guns” è la rappresentazione di una società ormai lontana da qualsiasi manifestazione della gioia di vivere. Tre figure armate stanno in piedi sul mondo in una danza macabra e desolata. Il verde della terra che in Matisse è color smeraldo, si spegne, il blu del cielo, si stinge. Nell’arte di Noah Davis è possibile scorgere le più diverse influenze, gli echi di tanti grandi artisti del Novecento. E’ davvero difficile credere che lo sguardo che sa così ben indagare i recessi della memoria, le pieghe sconosciute della psiche umana e li traduce in immagini appartenga ad un artista che vive nella capitale della mondanità e dell’eccesso, Los Angeles. Pure, il giovane artista ha scelto Napoli, per incominciare l’avventura europea, una scelta anche questa insolita ma della quale certamente, il pubblico napoletano gli sarà grato.
Settembre al Borgo
Categoria Teatro
Si terrà dal 31 agosto al 5 settembre a Casertavecchia la quarantesima edizione di Settembre al Borgo, il festival di teatro, musica e letteratura diretto da Paola Servillo e Ferdinando Ceriani promosso dall’Ente Provinciale per il Turismo di Caserta, con il Comune di Caserta, la Provincia di Caserta e la Regione Campania. Il festival quest’anno avrà come tema la leggerezza. Per sei sere le piazze e i teatri naturali della cittadella medievale che domina dall’alto la Reggia di Caserta, accoglieranno gli oltre venti appuntamenti di teatro, di musica e di letteratura del programma, e le iniziative editoriali, mostre, incontri, promossi per il quarantennale della rassegna. Mimmo De Simone si è occupato di narrare la storia di questi 40 anni in un testo edito da Guida, mentre i volti dei protagonisti delle edizioni del festival affolleranno 120 vetrine di Caserta per una singolare mostra. Il festival presenta anche quest’anno un cartellone autorevole con molte prime, anteprime e serate esclusive, l’apertura è dedicata al debutto in prima assoluta di Horovitz suite, sei atti unici dello scrittore americano Israel Horovitz messi in scena usando la location dell’Hotel Jolly di Caserta. Seguirà la messa in scena di Interviste Impossibili, con Anna Bonaiuto, Remo Girone e Luisa Ranieri: questa serata ha ricevuto il logo delle cerimonie ufficiali del 150° anniversario Unità d’Italia. Altro appuntamento da non perdere sarà il Concerto appassionato omaggio alla grande canzone classica napoletana con Fausto Cigliano, Gigi Finizio, Fausto Mesolella, Angela Pagano, Luca Persico (99 Posse), Raiz, Peppe Servillo e Fausta Vetere con la direzione musicale di Solis String Quartet. “Questo festival rappresenta uno sguardo verso il mondo” sottolineano i due direttori artistici, “anche quest’anno la leggerezza ha guidato le nostre scelte, e siamo certi accompagnerà il pubblico sera dopo sera. Uno sguardo leggero ma attento, in un territorio dove le eccellenze, le bellezze, la società civile, la cultura e le arti, sono state per troppi anni oscurate al mondo dall’immensa nube tossica della camorra.”
Di Voce in Voce
Categoria Musica
Giunge a conclusione la seconda edizione di Musica nei Borghi, la manifestazione organizzata e promossa dall’Ente per il Turismo di Benevento sotto la direzione artistica di Vittorio Iollo. Volta alla valorizzazione dei territori del Sannio attraverso una serie di iniziative artistiche, Musica nei Borghi ha visto coinvolti vari paesi del beneventano. Dopo Fiorella Mannoia a Montesarchio, Eugenio Bennato e l’Orchestra Popolare del Sud a Castelpagano, tocca quindi al comune di Pietrelcina la serata definitiva con lo spettacolo di Voce in Voce con l’esibizione della Big Band Orchestra (nata nel 1999 come Sannio International Big Band) diretta dal maestro Umberto Aucone e la voce nera di Jenny B. Un piacevolissimo concerto, vivace, positivo durante il quale sono stati eseguiti brani celebri di Glenn Miller (“In the mood”, ad esempio che ha messo tanta allegria!), Henry Mancini, Frank Sinatra. Jenny B., conosciuta soprattutto come cantante jazz, un World Grammy Award nel curriculum, numerose collaborazioni e partecipazioni televisive, omaggia le regine del soul, Gloria Gaynor e Aretha Franklin; ma non mancano all’appello artiste italiane come Mina e Mia Martini. Non può mancare “Semplice sai”, il brano con cui si aggiudica il premio della critica al Festival di Sanremo nel 2000, scritto da lei stessa. Un’intesa perfetta quella che si crea tra l’orchestra e la cantante tale da poter improvvisare un bel funky jazz. È magia se poi a cappella Jenny accenna “Rescue me”, scritta quando faceva parte dei Funky Company. Non solo brava, anche simpatica: ride con il pubblico, ringrazia con affetto, si concede per firmare autografi. «Quest’anno dodici comuni sono stati sede di eventi musicali e culturali, sette in più rispetto all’anno scorso», ci tiene a sottolineare il presidente dell’EPT Giovanni la Motta che poco prima dello spettacolo, insieme al sindaco di Pietrelcina, Gennaro Fusco, ha preso parola: «Con centotrentamila euro, a completo fondo regionale, siamo riusciti a mettere su eventi artistici e musicali rilevanti, dimostrando che anche con pochi soldi si possono fare grandi cose».
accordi@Disaccordi
Categoria Cinema
La stagione estiva spesso non è la più attesa dagli amanti del cinema, eppure i mesi di luglio e agosto saranno ricchi di appuntamenti per tutti quelli che non possono fare a meno del grande schermo. È partita infatti l’undicesima edizione di accordi @ Disaccordi, il Festival del cinema all’aperto diretto da Pietro Pizzimento e presentato da Movies Event. Fino a settembre nella frescura del Parco del Poggio (Colli Aminei) sarà possibile passare ore piacevoli (ed economiche) in compagnia dei capolavori di Woody Allen, Pedro Almadóvar, Roman Polanski e Giuseppe Tornatore ma si potrà anche riflettere sulle immagini di Draquila di Sabrina Guzzanti, seguire gli amori di Stefano Accorsi in Baciami ancora di Gabriele Muccino e sorridere con Matrimoni e altri disastri di Nina di Majo. Ma non solo pellicole! La rassegna si arricchirà infatti di tante serate importanti con i protagonisti del grande schermo. In occasione della proiezione di Tris di donne e abiti nuziali sarà presente il regista Vincenzo Terracciano, e verranno poi ospitati da Movies Event: Luca Guadagnino, regista di Io sono l’amore, Marco Filiberti che ha diretto Il Compleanno e ancora il regista Claudio Fragasso e la sceneggiatrice Rossalla Drudi. Insomma un Festival ricco di capolavori di ogni genere, si va da Shutter Island di Martin Scorsese a A Serious Man dei fratelli Coen passando per il Verdone-missionario di Io loro e Lara. A fine Festival un altro appuntamento importante ci sarà il 6 e 7 settembre quando verrà proposta per il secondo anno consecutivo l’edizione de I corti sul lettino, concorso dedicato al cinema psicanalitico.
Pomigliano Jazz Festival
Categoria Musica
Organizzato dalla Fondazione Pomigliano Jazz, Pomigliano Jazz Festival giunge alla XV edizione. Le serate del 16, 17, 18 luglio vedranno alternarsi sul palcoscenico del Parco Pubblico di Pomigliano d’Arco (Napoli) musicisti di fama internazionale. Brad Mehldau inaugura la manifestazione. Una vera star del jazz. Un “jazz rock”, oseremmo dire, veloce, isterico, vorticoso. Il pianista statunitense, compositore di varie colonne sonore (“Eyes Wide Shut” o “Million Dollar Hotel”, tra gli altri) esegue pezzi originali, ma anche remake di brani dei Radiohead, Massive Attack, Beatles, tutti rivisitati secondo il suo stile originale frutto di un’educazione classica e di una chiara necessità dell’artista di uscire dagli schemi con l’improvvisazione. Il pubblico è incantato dalla sua grandissima personalità musicale; rimane basito, invece, dinnanzi a qualche mossa non prevista da parte del musicista stesso che smette improvvisamente di suonare se si accorge di un flash (e sì, che la platea era stata avvisata, però non si può dire certo che Meldhau brilli di simpatia); si alza con fare minatorio, fa un gestaccio… Così brusco e imprevedibile, come la sua musica. La serata non finisce qui. La seconda esibizione è quella di ImproWYSIWYG, acronimo per, “What You See Is What You Get” (ciò che vedi è ciò che ottieni), espressione indicatrice di istantaneità, di immediatezza. Roberto Masotti, fotografo d’arte e spettacolo (per circa vent’anni è stato fotografo della Scala di Milano), ideatore di ImproWYSIWYG, performance sperimentale audio-visiva, dove le immagini e i suoni improvvisati divengono strumenti ideali per creare atmosfere altamente suggestive. Il controllo delle proiezioni è affidato a Masotti e Gianluca Lo Presti; la parte musicale a Eivind Aarset (chitarra ed elettronica), Michele Rabbia (percussioni), Giovanni Falzone (tromba) e Pasquale Bardaro (vibrafono e rhodes). Le fotografie si susseguono: bagnanti al mare; foglie secche; mani che scagliano pietre deturpando la natura. Ogni scena diviene estro per i musicisti che suonano in base a ciò che l’immagine ispira. Il risultato è assolutamente inatteso, un’opera d’arte astratta che ognuno interpreta secondo la propria visone delle cose. Unico neo, forse, la lunghezza della performance, che ha incitato alcuni spettatori a schiacciare un beato pisolino! L’ultima parte della nottata è riservata alla musica elettronica, a cura di DJ SET around midnight. Il primo spettacolo è dei Martux_group: da un’idea di Maurizio Martusciello aka martux_m, uno dei più importanti autori italiani di musica elettronica, che si esibisce insieme con Klocleo e Lanvideosource. Ricercatore di sonorità nuove che legano la musica elettro-acustica all’improvvisazione jazz. Pomigliano Jazz proporrà nel corso delle serate, musicisti come Denis Colin, Marco Zurzulo, Jonas Jullhammar quartet, per citarne alcuni, un’ottima occasione per prendersi una sana boccata d’arte.
Il gioco del teatro
Categoria News
Perché ci sia un gioco deve esserci almeno una regola. Questa bellissima affermazione dell’antropologo francese Roger Caillos è stata scelta dal Teatro Stabile di Napoli come motto della prossima stagione teatrale, che partirà in ottobre e che intanto è stata presentata nel teatro Mercadante dal neo presidente Sergio Sciarelli ed il direttore artistico Andrea De Rosa insieme ad attori e registi coinvolti. Il gioco del teatro è qualcosa di serio, bisogna quindi che gli attori si diano delle regole e che le rispettino per assicurarsi il pieno piacere e garantire quello altrui. Nella vita come sul palcoscenico quindi la funzione ludica è importantissima, la grande famiglia del Teatro Stabile lo sa e per l’appunto “ci gioca” . Il Teatro Stabile riceve dapprima gli auguri per la nuova stagione dall’assessore alla cultura Nicola Oddati, che nel rinnovare la sua fiducia mostra particolare soddisfazione per il progetto Arrevuoto, giunto quest’anno alla sua sesta edizione. La parola passa al direttore artistico che illustra l’autore principe della prossima stagione: il drammaturgo seicentesco Molière. “Il problema dell’Italia è che non ha avuto un Molière” il regista Arturo Cirillo, che quest’anno dirigerà L’Avaro (opera dell’autore francese), cita quest’ affermazione di Cesare Garboli per sottolineare quanto le tematiche di Molière siano attuali. Non mancheranno le collaborazioni con altre sale, Galleria Toledo e Teatro Nuovo, e per la prima volta sarà presente uno spettacolo di teatro-danza: Tristi Tropici di Virgilio Sieni. Al San Ferdinando invece si terrà la rassegna Fringe2fringe e tanti altri lavori come La trilogia degli occhiali di Emma Dante e Don Giovanni, a cenar teco di Antonio Latella. Quest’anno inoltre alcuni maestri della scena partenopea come Renato Carpentieri, Enzo Moscato, Peppe Barra e Toni Servillo torneranno sul palco del Teatro Stabile. Proprio Toni Servillo conclude la conferenza di presentazione della prossima stagione dicendosi contento di tornare a recitare al Mercadante e compiaciuto del fatto che il teatro dia ancora forma alle idee e le trasmetta.
La città e il mare
Categoria Società
Spesso le scoperte più belle sono frutto di ricerche casuali e Napoli doveva attendere i lavori urbani per la costruzione della nuova Linea 1 della Metropolitana per scoprire alcuni dei suoi tesori più belli. Una vasta operazione di scavi archeologici preventivi ha infatti necessariamente preceduto (come previsto dalla legislazione vigente in materia) la costruzione dei tunnel della linea metropolitana portando alla luce reperti antichissimi che sono ora visitabili presso il Museo Archeologico Nazionale, nella mostra dal titolo “Napoli: la città e il mare”. Tale progetto è stato promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei, dalla Regione Campania e, dall’Assessorato al Turismo e dall’Assessorato ai Beni Culturali. I resti recuperati, appartenenti alle più diverse epoche, sono stati collocati nell’atrio del Museo e parzialmente ricostruiti in conformità a quella che doveva essere la linea originaria. Vi è uno spazio dedicato ai ritrovamenti di Piazza Bovio. Si tratta di una torre risalente al VI – VII secolo, ubicata presumibilmente in quello che allora era il litorale e realizzata nei paramenti e nelle sue parti interne, con pregiatissimi marmi dedotti da un arco di età imperiale, risalente all’epoca de i Severi. Ciò testimonia una pratica diffusa: quella di prelevare materiali da monumenti più antichi per realizzarne di nuovi e che ha consentito, in questo caso, di poter tracciare un abbozzo dell’arco trionfale severiano. Il percorso prosegue con un ritrovamento non proprio recente: elementi decorativi di un edificio in zona Rettifilo, realizzati, neanche a dirlo, con materiali desunti da un arco di età niente meno che domizianea e rinvenuti durante l’immenso intervento di Risanamento dei quartieri storici della città nel 1888, nel cosiddetto Fondaco Marramarra. Alla fine del percorso, un video ricostruisce le varie fasi dell’operazione che ha restituito alla città frammenti della sua storia: dagli scavi al ritrovamento dei reperti, fino al loro restauro. Gli scavi tuttavia non sono ultimati e il “Ventre di Napoli”, potrebbe celare ancora molti tesori.
IV Edizione delle Giornate Scientifiche 2010 della SUN
Categoria News
Si chiude la manifestazione organizzata dalla II Università degli Studi di Napoli SUN Promuove Ricerca che ha coinvolto le facoltà di Lettere e Filosofia di S. M. Capua Vetere, la Facoltà di Architettura di Aversa e la Facoltà Scientifica del Polo di Via Vivaldi a Caserta. Nel Chiostro di S. Andrea dopo le lectio Magistris di Giampiero Carosi dell’Università di Brescia e di Franco Locatelli dell’Università di Pavia dal titolo «La pandemia da HIV/AIDS ha 30 anni: riflessioni sulla peste del secolo»e «Cellule staminali mesenchimali: dalla biologia all’applicazione clinica». Dopo la consegna dei premi e delle pergamene per i dottori di ricerca, il Rettore Dott. Francesco Rossi e tutti i docenti e ricercatori si sono intrattenuti nel Chiostro di S. Andrea dove un concerto in stile etnico della Band Scott and Insciallah, capitanato dal leade e fondatore Rosario Scotti di Carlo, è stato offerto dalla Facoltà. – Abbiamo scelto un concerto mediterraneo per concludere questa IV Edizione delle Giornate Scientifiche di Ateneo perché le nostre facoltà sono un grande centro di scambi culturali – dice la Dott. Minale – e devono essere aperte a tutti i giovani di tutte le provenienze. Così come ci sforziamo di diffondere e promuovere scienza, professioni e prospettive del mondo scientifico, anche con la musica abbiamo voluto sottolineare questo scambio interculturale. La band ha proposto inediti del M. Rosario Scotti di Carlo oltre a brani della tradizione napoletana riveduti in stile etnico e tra la danza del ventre, il flamenco, la tammorra e la pizzica l’orchestra e le ballerine hanno intrattenuto dottori e ricercatori fino a tardi.
M. Selo
Brividi d’Estate
Categoria News
Anche quest’estate l’associazione culturale Il Pozzo e il Pendolo ha organizzato un intrattenimento sfidante la gran calura estiva. Primo elemento della formula: il brivido Giallo. Otto sono gli appuntamenti, infatti, (17, 18, 24 e 25 luglio gli ultimi) de I delitti della luna piena: intrecci misteriosi di storie di crimini, sospettati e investigatori nei quali gli autori de il Pozzo sono ormai famosi (basti pensare al sempre attraente The Game). Secondo elemento: l’intelligente riappropriazione di spazi cittadini, potente medium per la sovrapposizione di realtà e immaginazione. Scenario d’elezione è, quest’anno, ancora il Real Orto Botanico, in cui non solo si svolgeranno le storie interattive de I delitti, ma che soprattutto ospiterà la grande novità del complessivo cartellone estivo “Brividi d’estate 2010”, una novità all’insegna del teatro e delle storie, improvvisate e, soprattutto, già scritte e amate. Quello che ci viene proposto è un viaggio dentro le storie, che ha alla base interpretazioni di opere letterarie molto apprezzate, come quella della prima rappresentazione, Malussène di Daniel Pennac. Ancora, in replica fino a giovedi 15 luglio è Dell’amore e altri demoni di Gabriel Garcia Marquez, mentre lunedi 19 Luglio sarà la volta di Pensare con i piedi di Osvaldo Soriano, giornalista sportivo ed ex calciatore ma soprattutto scrittore lucido e attento osservatore. Lunedi 26 Luglio sarà rappresentato, invece, Novecento di Alessandro Baricco, un titolo carico di suggestione come anche di aspettative. Intrecciate a queste sono le rappresentazioni assolutamente originali: da venerdi 16 Luglio la compagnia italiana di improvvisazione più accreditata, Improteatro, porterà in scena tre spettacoli, in tre serate differenti, Improjam, Atti unici e Black! riassunti nel titolo unico Improshow – Imprevedibili casi del destino, o sicuramente tali saranno per gli spettatori, in uno spettacolo tutto basato sull’improvvisazione. Venerdi 23 Luglio verrà invece rappresentata La storia di Taborre e Maddalena, con in scena Enrico Messina, uno dei più apprezzati cantastorie italiani. L’opera, come nella migliore tradizione dei cantastorie e della novellistica, si basa su un lungo racconto di storie, in cui si intrecciano parole, musica, gesti, sguardi, che offre riparo ai due giovani, Taborre e Maddalena, in fuga dalla minaccia paventata dalla sorte.
Da Paisiello a Gulda
Categoria Musica
«Buon ascolto e benvenuti alla corte di Ferdinando IV» sono le parole accoglienti che il maestro Francesco Nicolosi riserva al pubblico di Caserta. Siamo al Belvedere di San Leucio, pronti ad assistere al primo di due concerti all’interno della rassegna “Leuciana Festival”, la manifestazione artistica e culturale che vede la direzione artistica di Nunzio Areni. I maestri Francesco Nicolosi al pianoforte e Giovanni Sollima al violoncello saranno i protagonisti, insieme con l’Orchestra del Teatro San Carlo diretta da Gennaro Cappabianca, di due eccelse esibizioni che hanno portato il pubblico casertano da un’epoca all’altra, da un paese all’altro, in modo morbido ed elegante come solo la musica di grandi concertisti sa fare. Nicolosi esegue pezzi di Giovanni Paisiello (1740– 1816), compositore alla corte di Ferdinando di Borbone. I brani (tratti dal Concerto n. VIII in do maggiore; Concerto n. VI in si bemolle maggiore e Concerto n.VII in la maggiore) ci invitano ad un’atipica escursione nel XVIII secolo, all’epoca di Ferdinando e Maria Carolina. Le note stillano dal pianoforte di Nicolosi come le più delicate e leggere gocce d’acqua; entrano in scena come graziose e sofisticate nobildonne che sanno come attirare l’attenzione degli astanti. Il pianoforte sprigiona la sua musica ed è tutto un elegante ghirigori, un luccichio sontuoso, un balletto di abiti a festa… e poi, l’incantesimo svanì; ma senza nessuna tristezza, solo un lungo meritato applauso. Prima del secondo concerto, l’omaggio a Bèla Bartók (1881-1945). L’Orchestra propone le sette Danze Rumene composte dal compositore ungherese nel 1915 ispirandosi alle danze popolari della Transilvania. Infine, è la volta di Giovanni Sollima che musicherà Friedrich Gulda (1930 – 2000). Un violoncellista tutto d’un pezzo, serioso e ingessato? Tutt’altro. Sollima si presenta in tutta la sua semplicità: t-shirt, bermuda e scarpe informali. A lui il compito di farci da guida nel viaggio di ritorno: dal Settecento di Nicolosi e Paisiello, passando per l’Ottocento di Bartók e i luoghi esotici dell’Europa orientale, al pieno Novecento con Sollima e Gulda. I fiati dell’Orchestra accompagnano il solista. Si aggiungono Vincenzo Bardaro alla batteria e Alberto Parmigiani alla chitarra. Ouverture e Finale alla Marcia riscuotono particolare successo. Durante l’esibizione, il vento dà fastidio, porta via gli spartiti. Il violoncellista non si scompone, continua a suonare; e intanto, fa le faccette, scherza col direttore d’orchestra, caccia dalla tasca persino occhiali con nasone, Sollima si diverte e diverte. Serissimo nella sua comicità. Il pubblico chiede il bis dei due pezzi che viene gentilmente concesso. Il musicista, sempre suonando, si alza dalla sua postazione e alla fine della simpaticissima Marcia si lancia in un salto degno della migliore rock-star. Tanti minuti di applausi per ringraziare delle emozioni che i maestri e tutti gli orchestrali hanno regalato. Intanto, notiamo con piacere la presenza di molti giovani… a smontare la solita solfa che ai ragazzi non piace la musica classica.




