Il Cristo ritrovato

Gen  10
20
di Angela Marino  
Categoria Arte

Il Museo Diocesano di Donnaregina espone al pubblico fino al 30 gennaio 2010 il Cristo ligneo di attribuzione michelangiolesca – recente ritrovamento e acquisizione nel corpus del maestro – insieme al Cristo proveniente dalla fiorentina Santo Spirito. La scultura, che ha avviato un acceso dibattito tra gli storici e i critici dell’arte sull’autografia del Buonarroti, verrà trasferita, dopo il soggiorno napoletano, al Museo del Bargello di Firenze. La splendida statua in legno di tiglio è stata collocata davanti al Crocifisso di Santo Spirito, che la sovrasta in tutto per le dimensioni, misurando un metro e 40 cm contro i 40 cm x 40 della statua recentemente acquisita, favorendo così il confronto tra le due, che pure hanno in comune molti aspetti, tra cui la positura, la cromia, l’atteggiarsi del capo. Tuttavia è ancora aperta la querelle che vede schierarsi tra gli scettici, Francesco Caglioti, uno dei massimi esperti italiani di sculture medievali e rinascimentali, il quale, a sostegno della sua tesi, indica alcuni elementi stilistici: le dimensioni modeste della figura, estranee a un Michelangelo amante del titanismo e della monumentalità; la torsione leggera, troppo leggera, del corpo verso destra, a togliere tensione drammatica all’opera. Sul fronte degli studiosi convinti della paternità del Buonarroti invece, lo storico dell’arte Giancarlo Gentilini, sicuro che ci siano i presupposti storici per l’attribuzione all’artista: sarebbe stato un giovane Michelangelo, inesperto e con problemi di soldi a realizzare quest’opera. Pure, gli scettici, v’intravvedono le caratteristiche di certa scultura artigianale in serie dell’epoca, tutta crocifissi; sempre Caglioti vi riconosce la mano tipica “del legnaiuolo” e anzi “del crocifissaio”. Molti dubbi dunque sull’opera che è costata allo Stato tre milioni e duecentocinquantamila euro, acquistata dall’antiquario torinese Gallino nel 2008.

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