Bisturi, ma non solo
Categoria Copertina, Società
La medicina è scienza per eccellenza, ma non bisognerebbe mai dimenticare che la medicina è fatta da uomini che ogni giorno si misurano quotidianamente con la salute e le vite di altri uomini e molto spesso il buon esito degli interventi sanitari messi in atto dipende dal rapporto medico-paziente. Analisi e scrupolo sono la base dell’attività del medico e del chirurgo in particolare, specie quando si trova ad affrontare e risolvere problematiche in cui è in lizza la sopravvivenza del paziente. Abbiamo voluto esplorare, con l’intervista al dott. Vittorio Imperatore, un campo medico abbastanza spinoso: l’urologia e le patologie ad essa collegate. Ne viene fuori un quadro fatto di competenza e professionalità ma anche e soprattutto di vera umanità.
Cos’è e di cosa si occupa l’urologia?
L’urologia è una branca della medicina che si occupa dell’apparato urinario: reni, surreni, ureteri, vescica, prostata, uretra, testicoli, pene.
La scienza medica è in continua evoluzione l’urologia che evoluzione sta avendo?
Adottare tecniche volte a ridurre sempre di più l’impatto chirurgico con metodiche terapeutiche sempre meno invasive (la laparoscopia per esempio) e sempre più efficaci, grazie anche ai continui progressi che ci consentono di diagnosticare in fasi sempre più precoci molte patologie.
Quali sono le affezioni urologiche più comuni?
Carcinoma della prostata (prima neoplasia per incidenza dell’uomo), neoplasia vescicale, neoplasie renali, surrenali e testicolari, calcolosi urinaria, ipertrofia prostatica, infertilità, incontinenza urinaria.
Più uomini o più donne si rivolgono all’urologo?
La maggioranza è di sesso maschile, vista l’incidenza delle neoplasie di pertinenza urologica e i disturbi della minzione dell’anziano e non essendo ancora percepita da parte delle pazienti donne la possibilità di curare l’incontinenza urinaria femminile (seconda patologia per incidenza dopo l’ipertensione),non a caso prossimamente inaugureremo il centro multidisciplinare di pavimento pelvico presso l’ospedale Buon Consiglio Fatebenefratelli di Napoli per la diagnostica e la terapia delle disfunzioni colon-procto-gineco-urologiche.
Le nuove frontiere degli interventi in chirurgia urologica che lei mette in pratica?
La laparoscopia urologica è sicuramente la tecnica chirurgica più innovativa, che la nostra unità operativa esegue. Questa tecnica si esegue mediante piccole incisioni e l’introduzione di un’ottica collegata a una telecamera che magnifica le immagini; grazie all’utilizzo di strumenti miniaturizzati in grado di farci riprodurre con maggiore precisione e minore invasività quegli interventi come la prostatectomia radicale per la cura del cancro della prostata, che pochi anni fa si eseguivano con ampi accessi addominali.
Come si sceglie la tecnica chirurgica da adottare rispetto ai vari pazienti ?
La domanda mi permette di soffermarmi sulla descrizione di un approccio di cui andiamo fieri. Nel nostro ospedale eseguiamo un’accurata valutazione della patologia (stadio, grado), delle comorbilità di cui è affetto il paziente, dall’aspettativa di vita, dall’età anagrafica e biologica è scegliamo la migliore tecnica chirurgica e anestesiologica da utilizzare per curare non solo la patologia ma il paziente stesso.
La presa in carico del paziente nella vostra equipe in cosa si differenzia rispetto ad altre strutture?
Noi studiamo il paziente e la sua patologia in modo multidisciplinare facendo parte, a tutti gli effetti, della nostra equipe anche l’anestesista, dedicato appunto all’urologia. Possiamo, così, prendere in modo corale la migliore decisione e modulare la terapia (atto chirurgico e anestesiologico) nel modo più idoneo e personalizzato possibile nel rispetto delle linee guida. Ci avvaliamo inoltre di tecniche all’avanguardia di terapia antalgica nel post-operatorio che migliorano la degenza e facilitano la ripresa del paziente.
La presenza nel nostro ospedale della terapia intensiva, con un’attenta monitorizzazione nel post-operatorio, ci consente di eseguire interventi di chirurgia maggiore come la cistectomia radicale con neovescica ortotopica (ricostruzione della vescica con un’ansa intestinale che evita al paziente le fastidiose “borsette” esterne) o di quei pazienti che presentano gravi comorbilità.
E’ più facile prevenire o curare?
Per prevenzione spesso dobbiamo intendere non solo la necessità di insegnare ai nostri pazienti stili di vita adeguati (abolizione del fumo, riduzione del peso corporeo), ma soprattutto divulgare il significato della diagnostica precoce che, a oggi, è l’unica arma che ci consente di guarire anche dal cancro sempre se diagnosticato in tempo. Non esiste la possibilità di prevenire senza curare. Esiste la diagnostica precoce che è possibile. Monitorare il proprio stato di salute con l’aiuto degli specialisti. C’è bisogno di una rivoluzione culturale.
Il dott. Vittorio Imperatore, nato a Napoli, laureato all’Università di Napoli, specializzato con una tesi in collaborazione con la Cattedra di scienza Urologiche dell’Università Federico II di Napoli e l’Università Autonoma di Barcellona “Fundaciò Puigvert”, docente e relatore a numerosi corsi e congressi nazionali, autore di diverse pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali; è attualmente medico – chirurgo, specialista in urologia, docente di endourologia alla Cattedra di scienza Urologiche dell’Università Federico II di Napoli. Responsabile UOS di Urologia dell’Ospedale “Buon Consiglio” Fatebenefratelli di Napoli.





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