Cinema BAROCK

Feb  10
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di Angela Marino  
Categoria Arte

Dove finisce il Barocco? A quale manifestazione della creatività dell’uomo, anzi a quale esperienza umana, può estendersi? È forse l’ampiezza semantica e concettuale del Barocco che ci permette di rintracciarlo nella scultura,  nell’architettura, nella pittura  e, anche, nel cinema. Per questo, il Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina presenta la rassegna “CinemaBAROCK” in relazione alla mostra “Barock. Arte, Scienza, Fede e Tecnologia nell’Età contemporanea”: ogni sabato verrà messo in onda un classico barocco (“Rocky horror picture show”, “Hiroshima mon amour”, “Velluto blue”, tra gli altri) preceduto da un video d’artista. Nel corso della conferenza che ha aperto la rassegna i tre ospiti, Eduardo Cicelyn il direttore del museo, Valerio Caprara critico cinematografico e Mario Franco, responsabile della mediateca del MADRE, dopo una breve apologia sulla legittimità dell’estensione concettuale del barocco alle più svariate forme dell’arte, hanno spiegato l’intento del museo di esplorare ogni linguaggio possibile del contemporaneo e dedicarvi un adeguato spazio museale, tale che possa essere fruito da diversi tipi di target: dunque agli studenti, ai turisti e a chiunque altro il Madre offre questa originale proposta intrattenitiva per il sabato sera. I classici barocchi selezionati – se se si può usare il sostantivo classico, affiancandolo all’aggettivo “barocco” senza incorrere in pericolosi quanto curiosi ossimori – sono film di genere, non d’autore, come ha sottolineato Caprara: perché barocco non è Fellini, non è solo il trompe l’oil, il metateatro, l’artificio. Il barocco può essere nella sequenza narratologica, nei significati reconditi. Il barocco, come la rassegna propone, va rintracciato. Il barocco forse è nell’occhio di chi guarda.

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