Il cinema ritrovato
Categoria Musica
Nei corridoi dell’underground respira ancora qualcosa di fresco. Nella sperimentazione cinematografica molte porte sono ancora aperte. Serve solo qualcuno che le varchi. E possiamo stare tranquilli, perché artisti pionieri e coraggiosi ce ne sono ancora in giro. Per esempio Tony D’Angelo, figlio del cantante Nino e aiuto regia di Abel Ferrara, che ha sfornato lavori di spessore tra cortometraggi e un ottimo esordio nelle sale con “Una Notte”. E al suo fianco, a consegnare il dono del sublime alle immagini, la musica dei My Own Parasite, giovane band bolognese piena di talento. Questi ragazzi hanno già avuto esperienze rilevanti per quanto riguarda lo sposalizio tra melodia e immagine, data la loro lunga e prolifica collaborazione con l’artista Ericailcane.
Delle loro collaborazioni ne parlano così:
La commistione tra musica e immagini è una dimensione artistica esauriente. L’accoppiamento tra rock e cinema è un’overdose di pathos. Credete che accarezzare le sequenze di Tony D’Angelo o animare le iconografie meta-oniriche-neo-mitologiche di Ericailcane possano essere un veicolo efficace o una naturale propensione delle vostre note spremiadrenalina?
“Sai, sono collaborazioni che sono nate in modi così spontanei che non ci poniamo tante questioni in merito. Funziona un po’ così, Toni ci chiama e ci racconta un po’ cosa ha per la testa, ci fa leggere la sceneggiatura e ci mettiamo a registrare una valanga di materiale. Registriamo cose che, per un disco normale, non avremmo mai suonato, ci cimentiamo con ambienti sonori che non sono proprio quelli con i quali siamo nati. Bisogna mettersi in gioco, è una bella responsabilità fare la colonna sonora per un film e deve essere bravissimo il regista ad usarla bene. Per esempio: ho visto di recentissimo La Doppia Ora e sono rimasto delusissimo dall’utilizzo delle musiche nel film, fra l’altro il regista usa musiche di gruppi che mi piacciono tantissimo, i sopracitati Godspeed You Black Emperor e Silver MT. Zion. Tuttavia l’ho trovato asfissiante, troppa musica in quasi ogni scena. Quindi come dici tu noi stiamo molto attenti che NON si venga mai a creare l’overdose di Pathos, tendiamo a lavorare a togliere. Alla fine per rispondere alla tua domanda per quanto riguarda il cinema non è una naturale propensione, nel senso che lavoriamo affinché sia il film a guadagnarci e noi, dei due, facciamo un passo indietro.”





Comments
Lascia un commento...
You must be logged in to post a comment.