Al Ridotto con Beckett e Pinter
Categoria Copertina
Si affrontano temi politici nel piccolo spazio del Ridotto del Mercadante, che ospita la messa in scena di Catastrofe di Samuel Beckett, seguita da Il linguaggio della montagna, Il bicchiere della staffa, Il nuovo ordine mondiale di Harold Pinter per la regia di Massimiliano Farau. Testi accomunati dalla chiara patina politica, dove si alternano i temi dell’oppressione, della minaccia e della tortura. Catastrofe è un bellissimo esempio di teatro nel teatro: un regista, insieme alla sua assistente prepara un attore per la scena finale del dramma, si siede in mezzo al pubblico e contempla l’effetto che farà l’uomo/attore completamente manipolato, umiliato, sbiancato, ridotto pelle ed ossa. Impoverimento ed umiliazione dell’individuo messe al servizio dell’arte! Segue il trittico di Pinter, dove si affrontano i temi della violenza sul dissenziente/intellettuale, dell’uso della parola come strumento di intimidazione o di tortura, della manipolazione dell’altro attraverso una sistematica contraffazione del linguaggio. Il potere controlla anche la spontaneità della lingua: non a caso quelli che vengono dalla montagna non possono parlare più il solo linguaggio che conoscono, ma dovranno parlare la lingua della capitale. Ne Il bicchiere della staffa, un lungo interrogatorio/monologo dove a parlare è un uomo (il quale ritiene che il governo/Dio parli attraverso di lui) rivela le tecniche di intimidazione dei regimi totalitari. Bravissimo Paolo Bocelli intento a bere una serie interminabile di bicchieri della staffa, anche se il suo congedo dai prigionieri (padre madre e figlio) interrogati e umiliati avverrà solo quando saranno ridotti al silenzio. Il nuovo ordine mondiale svela quanto gli uomini che stanno al potere si sentano “puri” in quanto contribuiscono alla nuova purificazione del mondo! Lo spettatore potrà immaginare lontani regimi totalitari e vivere la sofferenza e l’umiliazione di chi lotta per la sopravvivenza: storie non poi così lontane nel tempo.





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