I Frattali, geometrie della natura

Giu  10
14
di Angela Marino  
Categoria Società

Al Museo di Paleontologia dell’Università Federico II di Napoli, Gianni D’Anna inaugura la sua personale: “I frattali geometrie della natura”. “I Frattali” è un breve percorso espositivo ospitato dal succitato museo, sito del complesso dei SS. Marcellino e Festo, e divide lo spazio, oltre che con la collezione permanente, anche con una collezione di conchiglie messe a disposizione dallo stesso d’Anna, i cui interessi spaziano dalla concologia alla malacologia, all’entomologia per non dire, naturalmente, della geometria frattale. L’arte frattale, che trasforma i risultati di funzioni matematiche frattali in immagini (in genere con l’ausilio del computer) viene adoperata dall’artista D’Anna, per realizzare dipinti, sculture, collage, fotografie e patchwork. Guardando uno dei suoi dipinti da una certa distanza, sembra quasi di trovarsi davanti ad un Pollock: macchie su macchie di colore che si fondono alla vista come gli schizzi che il grande artista dell’espressionismo americano faceva sgocciolare sulle enormi tele, con la tecnica che lo ha reso famoso, il dripping. Invece, accostandosi e osservando i particolari si nota  il fenomeno ottico (ma non solo ottico) che è alla base dell’arte frattale: la ripetizione di un’unità minima, che si dilata, si ingrandisce, si rimpicciolisce, ma conserva la propria forma, anzi. E’ identica alla forma dell’insieme più grande cui appartiene. Il principio dell’auto-somiglianza (self-similarity) è la legge fondamentale del frattalismo. La farfalla, suggestiva icona della teoria del caos, è indagata da D’Anna nella struttura delle sue ali e rappresentata in collage, installazioni, sculture; nuovo segno in un codice che parla il linguaggio della natura, che non si limita ad imitarla. La interpreta. L’arte frattale si fa portavoce di un’istanza che è tutta postmoderna: quella di ridefinire il caos, di reinterpretare la realtà in un’esperienza artistica profonda, che si avvale delle metodologie moderne, come la computer-grafica. D’Anna, con i suoi studi e le sue ricerche è l’esponente napoletano di questo movimento che in Italia si sviluppa lungo quello che si può definire l’asse Roma – Napoli e che, pur essendo una  delle avanguardie dell’arte contemporanea meno evidenziate dalle istituzioni, trova invece con questa personale l’interesse e l’attenzione lungimiranti della Regione e del Comune.

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