Intervista a Gianni D’Anna

Lug  10
3
di Angela Marino  
Categoria Società

Abbiamo rivolto qualche domanda all’autore de: “I Frattali, geometrie della natura”.

Quando nasce il suo interesse per l’arte frattale?

Il mio intereresse per i frattali nasce da lontano: mi sono sempre interessato di entomologia, malacologia e ho sempre amato studiare la natura e le sue leggi. Vent’anni fa, dopo lo studio dei testi di Mandelbrot, mio fratello Antonio ed io cominciammo a studiare la geometria frattale da un punto di vista scientifico, per poi tradurla in arte.

Eppure lei è stato docente di Moda e Costume.

Sì, insegnavo Moda e Costume all’Istituto Statale d’Arte Boccioni di Napoli; avevo studiato sceneggiatura all’Accademia di Belle Arti, infatti, alcuni dei patchwork della produzione frattale sono il risultato della mia esperienza nell’ambito della moda e del costume.

Le sue opere pittoriche, curiosamente, sono realizzate senza gli strumenti canonici della pittura, tempera olio o acquarello: come le realizza?

Mi servo della tela come supporto e utilizzo colori serigrafici e litografici. Realizzo dei collage, assemblando frammenti di carta precedentemente colorati,  intervengo poi con un pennello per  definire i dettagli utilizzando sempre però, i colori adatti alla serigrafia e alla litografia. Nel caso dei décollage invece, ricopro la tela con pezzetti di carta che poi rimuovo con lo strappo. Il più delle volte sono gli strappi casuali a produrre risultati interessanti. La casualità è un fattore che trovo molto significativo  nell’arte.

Quali sono i punti di riferimento per l’arte frattale in Italia e a Napoli?

Mio fratello ed io abbiamo allestito le prime mostre frattali a Napoli presso l’Accademia di Belle Arti, con la collaborazione dell’allora preside Spinosa, ma purtroppo non vi erano e non vi sono tuttora punti di riferimento.  A Napoli ho esposto due, tre volte, ma l’attenzione delle istituzioni è scarso. All’estero, invece – specialmente in Francia – ho riscontrato un interesse vivissimo da parte del mondo della cultura, nonché la curiosità di studenti e amatori.

Qual è lo stato dell’arte frattale in Italia?

Gli artisti frattalisti, anche quelli stranieri, devono autofinanziare le loro attività poiché l’interesse da parte delle istituzioni è esiguo. Questa mostra, ad esempio, è ospite di uno spazio più scientifico che artistico: questo perché l’arte frattale ha sempre avuto uno status di nicchia nel mondo dell’arte.

 

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