La città e il mare
Categoria Società
Spesso le scoperte più belle sono frutto di ricerche casuali e Napoli doveva attendere i lavori urbani per la costruzione della nuova Linea 1 della Metropolitana per scoprire alcuni dei suoi tesori più belli. Una vasta operazione di scavi archeologici preventivi ha infatti necessariamente preceduto (come previsto dalla legislazione vigente in materia) la costruzione dei tunnel della linea metropolitana portando alla luce reperti antichissimi che sono ora visitabili presso il Museo Archeologico Nazionale, nella mostra dal titolo “Napoli: la città e il mare”. Tale progetto è stato promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei, dalla Regione Campania e, dall’Assessorato al Turismo e dall’Assessorato ai Beni Culturali. I resti recuperati, appartenenti alle più diverse epoche, sono stati collocati nell’atrio del Museo e parzialmente ricostruiti in conformità a quella che doveva essere la linea originaria. Vi è uno spazio dedicato ai ritrovamenti di Piazza Bovio. Si tratta di una torre risalente al VI – VII secolo, ubicata presumibilmente in quello che allora era il litorale e realizzata nei paramenti e nelle sue parti interne, con pregiatissimi marmi dedotti da un arco di età imperiale, risalente all’epoca de i Severi. Ciò testimonia una pratica diffusa: quella di prelevare materiali da monumenti più antichi per realizzarne di nuovi e che ha consentito, in questo caso, di poter tracciare un abbozzo dell’arco trionfale severiano. Il percorso prosegue con un ritrovamento non proprio recente: elementi decorativi di un edificio in zona Rettifilo, realizzati, neanche a dirlo, con materiali desunti da un arco di età niente meno che domizianea e rinvenuti durante l’immenso intervento di Risanamento dei quartieri storici della città nel 1888, nel cosiddetto Fondaco Marramarra. Alla fine del percorso, un video ricostruisce le varie fasi dell’operazione che ha restituito alla città frammenti della sua storia: dagli scavi al ritrovamento dei reperti, fino al loro restauro. Gli scavi tuttavia non sono ultimati e il “Ventre di Napoli”, potrebbe celare ancora molti tesori.





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