More Paintings

Lug  10
26
di Angela Marino  
Categoria Arte

La galleria Annarumma 404 -spazio espositivo che sorge al centro della città, accanto al Maschio Angioino, fondato nel 2004 da Francesco Annarumma- ospita la prima personale europea dell’artista statunitense Noah Davis, intitolata “More Paintings”, visitabile fino al 15 settembre 2010. La Galleria napoletana espone la collezione di questo singolare interprete di un espressionismo moderno, silente e intimista. Le sue opere ritraggono scene d’interni, popolate da figure inquiete e inquietanti. Così per esempio è “Brunette woman”, una delle opere in mostra che ritrae una figura femminile ripresa a mezzobusto, dallo sguardo pensosamente rivolto verso il basso e la folta capigliatura castana in primo piano, languida e assente. La  pittura di Davis è densa, pastosa, dagli intensi colori autunnali che si fanno evocatori di atmosfere nostalgiche e lontane, come quella de “Untitled (Woman at an Edge) ”, dove una silhouette femminile in piedi sul margine di una roccia, si staglia solitaria su un cielo serale. Nei suoi quadri si può scorgere un po’ di Derain, un po’ di Picasso, un po’  di Matisse, ed è proprio con Matisse che il confronto diventa inevitabile: se “la Danza” è il manifesto di una umanità gaudente e primitiva il suo “Three figures with guns” è la rappresentazione di una società ormai lontana da qualsiasi manifestazione della gioia di vivere.  Tre figure armate stanno in piedi sul mondo in una danza macabra e desolata. Il verde della terra che in Matisse è color smeraldo, si spegne, il blu del cielo, si stinge.  Nell’arte di Noah Davis è possibile scorgere le più diverse influenze, gli echi di tanti grandi artisti del Novecento. E’ davvero difficile credere che lo sguardo che sa così ben indagare i recessi della memoria, le pieghe sconosciute della psiche umana e li traduce in immagini appartenga ad un artista che vive nella capitale della mondanità e dell’eccesso, Los Angeles. Pure, il giovane artista ha scelto Napoli, per incominciare l’avventura europea, una scelta anche questa insolita ma della quale certamente, il pubblico napoletano gli sarà grato.

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