Aut. Trib. di Napoli n. 12 del 15 gennaio 2003|giovedì, maggio 23, 2013
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Lo scultore maiolicaro 

Dal 26 marzo al 12 aprile 2011 la sala delle prigioni di Castel dell’Ovo ospita la mostra dedicata a Giuseppe Macedonio, lo scultore napoletano che ha reso famosa l’arte della ceramica napoletana nel ventesimo secolo.

Patrocinata dal Comune di Napoli, dalla Mostra d’Oltremare e dal Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza (che del grande maestro conserva due opere), l’esposizione si propone di ripercorrere la carriera dello scultore: dall’esordio dei primissimi anni Venti del Novecento, all’apprendistato presso la colonia di Max Malamerson, fino agli anni Cinquanta in cui, ormai artista di fama riconosciuta, realizzava le sue opere più belle e famose per committenze illustri, come la splendida decorazione per la fontana dell’Esedra della Mostra d’Oltremare.

In mostra, sculture, oggettistica d’arredo, vasaria e alcuni pezzi esposti per la prima volta in assoluto in occasione del progetto curato da Mariagrazia Gargiulo mentre, a illustrare le opere architettoniche è un’intera sezione dedicata a bozzetti, disegni e fotografie dei più importanti lavori urbanistici dell’artista.

Sue le decorazioni dei più bei palazzi del quartiere Vomero di Napoli e di quelli di Via Toledo, ma anche la decorazione in maiolica del Palazzo a Ponte di Tappia, nonché quella del Teatro Italia del Grattacielo di Gallipoli in Puglia.

Troppo spesso dimenticato, Giuseppe Macedonio, era sì il grande decoratore di fontane e palazzi, scultore dalla grande sensibilità, ma anche un artista intellettualmente intuitivo e lungimirante, capace d’innovazioni iconografiche e cromatiche che preludevano le più importanti avanguardie storiche.

Un progetto illuminato questo che riscrive, tra oggetti di grande suggestione, foto e disegni, la storia dell’illustre scultore napoletano, restituendogli un po’ di quella fama che la sua opera meriterebbe.


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