Aut. Trib. di Napoli n. 12 del 15 gennaio 2003|giovedì, giugno 20, 2013
Sei qui: Home » Cultura » Arte » Barone: collezione per il Molise

Barone: collezione per il Molise 

Giovedì 15 dicembre 2011 alle ore 16 presso  Palazzo Zurlo si è tenuto un convegno intriso di cultura ed arte, un evento lodevole ed ambizioso per il comune di Baranello, a pochi chilometri dal capoluogo molisano. Baranello è un paese di scoperte e riscoperte, di valori artistici invidiabili per la loro unicità e l’Amministrazione comunale sta lavorando per la valorizzazione dei pregiati e rari beni culturali presenti nel piccolo ma prezioso Museo Civico. Il seminario di studi, titolato Giuseppe Barone e la sua collezione per il Molise, è nato in occasione del restauro dei 15 dipinti contenuti nella collezione del grande cultore Giuseppe Barone che, nel 1897 donò la sua ricca e personale collezione ai propri concittadini baranellesi. I dipinti in questione sono stati sottoposti a lavori di restauro a Roma ,dal maggio fino al dicembre 2011, ad opera delle restauratrici Miriam Pitocco, Giulia Cervi, Antonella Amoruso, Silvia Pissagroia, le quali sono intervenute durante il convegno spiegando le modalità del loro lavoro. Tra i dipinti in questione sono stati annoverati la Battaglia Navale di Lissa del Serritelli, il S.Girolamo, attribuito al pittore spagnolo Ribera detto lo Spagnoletto e seguace della pittura caravaggesca ed il tanto caro ed amato ai baranellesi, Mangiatore di Prosciutto, di scuola fiamminga che anni fa è stato anche la copertina dell’elenco telefonico del Molise.
Il seminario è cominciato con il saluto del neo sindaco Marco Maio e di Claudio Niro, direttore della Biblioteca Comunale e direttore onorario del Museo Civico di Baranello. Dopo aver fatto gli onori di casa ed aver introdotto gli argomenti principali, l’incontro è proseguito con l’argomentazione degli studiosi tra i quali la dott.ssa Cinzia Benvenuto, soprintendenza BAP del Molise, che ha esposto il suo studio sulla figura di Giuseppe Barone, architetto in Italia ed in Europa. Successivo è stato l’intervento del dott. Domenico Fornaro, concentratosi  sulla figura di Giuseppe Barone, architetto del Molise, dove ha specificato l’iter lavorativo dell’architetto Barone in Molise ma anche nel suo paese. Infatti il Barone lavorò nel 1892 al monumento in onore di Giuseppe Zurlo, nel 1894/96 progettò e creò la  monumentale Fontana Cerere in marmo di Carrara che si trova nella Piazza S.Maria e sempre a lui va il merito della progettazione del complesso della Chiesa del S.S. Rosario del 1875/1890 di stile neoclassico. Inoltre Barone progettò direttamente la facciata del Museo, anticamente sede del Municipio, realizzata secondo lo stile tipico dei palazzi fiorentini e caratterizzata da una meridiana. C’è stata, poi, l’esposizione della dott.ssa Gabriella Di Rocco su Le ceramiche della collezione Barone, soffermandosi sulla ceramica greca ed italiota  ed a conclusione il dott. Daniele Ferrara, Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Molise, ha discusso del Collezionismo Borghese riproponendo un parallelo tra Barone, Giuseppe Eliseo e Praitano, altre due alte personalità artistiche molisane. Il confronto ha sottolineato come il ritorno di artisti e collezionisti nei propri paesi abbia giovato al Molise che così ha importato reperti artistici  che vanno dal neoclassicismo al simbolismo francese e via discorrendo. Al termine dell’incontro di studio i presenti hanno avuto modo di visitare il Museo Civico e poter vedere direttamente i 15 dipinti che sono stati restaurati e tutto il resto della collezione Barone. La visita è stata guidata dalle volontarie della Pro Loco di Baranello, giovani studiose preparate e valenti, Mariateresa Niro, Sarah Chiarullo ed Amelia Pistillo. Visitare il piccolo Museo di Baranello, composto solo da due sale, è come tornare indietro nel tempo poiché la collocazione dei reperti è stata curata direttamente dal Barone, il quale ha ideato anche le vetrine espositive dove si trovano gli oggetti d’arte, e nulla è stato mai modificato, tutto è rimasto com’era. Come hanno detto le volontarie, varcare la soglia d’ingresso del Museo è un po’ come passare attraverso la porta del tempo, che ci immerge nella rarità di una collezione che unisce tradizione e modernità, reperti sacri e oggetti dal sapore pagano. Nella prima sala troviamo i dipinti, tra cui nomi di spicco come Giuseppe Palizzi e Luca Giordano, della scuola napoletana, e le ceramiche italiote, nella seconda sala, più moderna, troviamo pezzi che ripropongono il presepe di Napoli, città di studi e lavori del  Barone, accanto a porcellane e maioliche di Capodimonte, di Sassonia ed originali pezzi della Cina e del Giappone.
Giuseppe Barone è stato prima un architetto e poi collezionista, un cultore all’avanguardia con uno spiccato senso cosmopolita, sia per quanto concerne la sua collezione, vasta e non limitata ad un solo genere o periodo storico visto che ripropone reperti che vanno dal paleolitico fino all’800, sia perché la sua donazione è stata un gesto di generosità che aveva come fine la volontà di far crescere culturalmente il paese, abbattendo barriere diacroniche e diatopiche. Una cultura totalizzante ha caratterizzato la personalità del Barone, che ha lasciato a noi posteri un Museo di prestigio, vanto regionale  e nazionale, attrattiva per curiosi e studiosi, come per esempio il critico d’arte Vittorio Sgarbi, che più volte lo ha visitato.


Articoli correlati:

Aggiungi un commento

*