Aut. Trib. di Napoli n. 12 del 15 gennaio 2003|sabato, maggio 18, 2013
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Benvenuti nel SUD … 

Altro giro, altra corsa all’open space della Palladino Editore di Campobasso. Questa volta l’arte, e soprattutto la vernissage, hanno il sapore del meridione: del sole, del mare e della pizza. Ore 19, del 19 aprile 2012, Andrea Petrone, artista di origini napoletane e trapiantato nel Sannio, ha inaugurato la mostra dal titolo Sud. L’autore, alla sua prima esperienza molisana, ripropone opere già esposte con successo al Castel dell’Ovo a Napoli e che portano con sé una sana ventata di veridicità partenopea. Sud è il titolo della mostra ed anche della tela mastodontica che padroneggia nella sala. Il dipinto, di quattro metri per due e mezzo, è stato realizzato per la mostra di Torino del 1997 ed il Petrone ne è particolarmente legato perché racchiude la storia della nostra terra, chiarendone il senso storico-artistica del nostro passato: la storia dei briganti e la loro morte vissuta come una vittoria per i piemontesi, come gestae di eroicità per l’autore e per noi meridionali, il tutto incorniciato in un blu avvolgente. Ma protagonista assoluto e trionfante resta il Principe della risata Antonio De Curtis, in arte Totò, con i suoi mille volti, le variegate espressioni e le diverse vesti che l’autore propone nei ritratti. In quel tipico rosso tiziano, che per quest’occasione diventa un rosso toto’-nico, emergono gli sguardi inconfondibili e la divertentissima mimica di Totò. Oltre ai dipinti, Andrea Petrone ha portato a Campobasso anche tre sculture sempre del Totò, di cui una è titolata Il giallo di Napoli è la luce dei miei occhi, opera del 2009, dove il giallo sta per il tufo, materiale con il quale sono stati costruiti la maggior parte degli edifici, divenendo la particolarità della città. Un Totò dalle varie sfaccettature e dai vari “collage” fisionomici, sarà così possibile trovare un ritratto che accosta il celebre baffetto di Salvador Dalì, allo sguardo inconfondibile del Principe oppure unire Totò, a Pinocchio. Il messaggio di Andrea Petrone è quello di attualizzare Totò e sottolineare la modernità dei suoi insegnamenti, da prendere come esempi aldilà del riso. In onore di una vernissage tutta all’insegna della napoletanità, non poteva mancare la pizza fritta. Oltre a disquisizioni su quest’altro tipo di arte, Salvatore Di Matteo, docente dell’Accademia della Pizza napoletana e rappresentante dell’Associazione pizzaioli napoletani, ha contribuito con un suo intervento ad allargare i temi e gli spazi della mostra. Dopo di che si è impegneto sul posto nell’arte della pizza fritta, impastando nel saporito epilogo della serata quella che è stata la prima vera idea di pizza napoletana, inventata prima di quella al forno con il pomodoro. Un connubio perfetto di piaceri, suggellato dalla musica di Matteo Petrone.
Un evento imperdibile, una mostra che sarà possibile visitare fino al 30 aprile (9-13/ 15-20), il tutto alla scoperta dei tanti e positivi aspetti di Napoli. Benvenuti al Sud.


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