Il pianoforte di Massimiliano Colitti
Un pianoforte, una passione, talento e tanto studio: questa è la formula giusta per vincere un concorso per compositori. Massimiliano Colitti è il giovanissimo molisano – 16 anni appena- che inorgoglisce la nostra terra appena le sue dita toccano i tasti di un pianoforte. Vince il primo premio del concorso nazionale Gianluca Vitale a Caramanico Terme e vola verso una carriera che si preannuncia ricca di successi. Si propone con Tu l’unico pensiero e così le emozioni, le nostalgie e i sentimenti di un adolescente si trasformano in musica e vengono premiate dalla giuria. Un pianista che comincia a volare, Massimilano, sulle ali della sua tanto amata musica classica, e pensare che ha imparato a suonare il pianoforte solo da un anno e poco più.
Massimiliano, giovanissimo pianista molisano. Parlaci un po’ di te… Sono un ragazzo di 16 anni, vivo a Campomarino e studio presso il Liceo musicale G. Misticoni di Pescara, dove alloggio in convitto. La passione per la musica nasce ancor prima che nascessi, quando mia madre, in dolce attesa, ascoltava canzoni dei migliori interpreti di musica classica: Luciano Pavarotti, Josè Carreras, Placido Domingo, Frank Sinatra ecc. Il pianoforte è uno strumento che mi è piaciuto da sempre però non ho imparato a suonarlo subito. Ho cominciato un percorso di studi del tutto diverso ma il richiamo della musica era fortissimo, così ho deciso di iscrivermi al liceo musicale anche se era già ad anno accademico avviato e non è stato semplice per me che non avevo basi musicali. Avevo solo tanta voglia d’imparare e tanta passione e così in una sola settimana ho acquistato quella che in gergo si dice mano da pianista, secondo il mio professor Fabio Monaco. E’ stato tutto molto naturale fino ad arrivare al 20 maggio a Caramanico dove ho vinto il primo premio di composizione, solo dopo un anno e mezzo di studio assiduo di pianoforte. È il mio primo premio e ne sono molto soddisfatto.
Come nasce la tua passione per il pianoforte? Ho sempre amato sentire suonare il pianoforte, quella musica dolce che sembra coccolarti, osservare le mani che scorrono sui tasti bianchi e neri… Quando lo vedevo mi sedevo sulla panca e facevo finta di suonare le opere classiche più famose! I sogni se vuoi diventano realtà… Accanto all’amore e alla passione c’è bisogno di studio meticoloso e sistematico: ore ed ore passate ad esercitarsi, a curare i minimi dettagli. 
Tu quando impari a suonarlo? Ho iniziato a studiare a 15 anni e prima non sapevo neanche cosa significasse la parola pianoforte. Non sapevo niente di niente!
Di solito che genere di musica suoni? Ritengo che la musica classica sia la musica più bella da ascoltare e da suonare. Mi diverto a suonare bookie bookie e jazz.
Eppure i giovani sono poco propensi nello studio del pianoforte, perché? Possiamo definirlo uno strumento ghettizzato? Il pianoforte è uno strumento che richiede ore, giorni, mesi di esercitazioni continue, forse costa troppo sacrificio! I giovani corrono veloci verso le nuove tecnologie e le nuove mode mentre il pianoforte è un contatto in cui resti solo a studiare e provare. Il pianoforte richiede una lentezza nel tempo di apprendimento che contrasta con la velocità del mondo.
Secondo te, da giovane sedicenne, con che iniziative si potrebbero avvicinare i giovani al pianoforte? Bisognerebbe riscoprire la bellezza di questo strumento e la voglia di scoprire cose nuove. La passione e la voglia di fare, poi, fanno il resto. Questi sono gli elementi, per me, che portano a grandi soddisfazioni.
Vinci la terza edizione del concorso nazionale Gianluca Vitale, un concorso di composizione. Raccontaci un po’ i retroscena: emozioni, ansie e speranze che hai vissuto. Questo 3° premio Gianluca Vitale mi ha dato molte soddisfazioni, perché era un concorso di composizione, e, siccome io sono anche un compositore, ho gareggiato con un mio brano dal titolo “Tu l’unico pensiero” dove racconto della nostalgia per una ragazza. In questo concorso non c’era il pianoforte ma una tastiera digitale a 5 ottave e mi sono dovuto adattare. Per l’emozione ho commesso piccoli errori ma nonostante tutto sono riuscito a vincere il 3° posto. La giuria ha percepito le mie sensazioni ed ha condiviso il messaggio della mia musica. Che musica ascolti quando sei a casa? Quando sono a casa, ma anche in giro, ascolto solo musica classica e qualche volta anche jazz e bookie bookie Dove e come ti vedi tra vent’anni? Beh tra vent’ anni non saprei! Ho tanti progetti finiti gli studi. La strada è molto lunga! Vorrei girare il mondo e far conoscere la mia musica. E poi tra vent’anni avrò solo 36 anni e ancora tempo per poter diventare famoso!!!
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