Aut. Trib. di Napoli n. 12 del 15 gennaio 2003|martedì, maggio 21, 2013
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Sancarluccio: Angeli cercasi 

Il teatro Sancarluccio, storica sala del panorama teatrale partenopeo e nazionale,vive  il suo momento più difficile. Rischia infatti la chiusura per motivi economici. Il teatro  di Chiaia, affonda la sua storia nel lontano 1972. Dal 1978 conosce il suo momento di massimo splendore grazie alla passione dei suoi fondatori: Pina Cipriani e Franco Nico. Entrambi artisti appassionati ed intensi che hanno cercato di dare voce al teatro partenopeo in tutte le sue forme,omaggiando anche i grandi artisti del teatro partenopeo fra cui Eduardo De Filippo e Totò. La loro attività teatrale però continua con opere autentiche che affondano le radici nell’amore sincero per la loro Terra . Dagli anni settanta agli anni ottanta il Sancarluccio è stato fucina di artisti innovativi e e talentuosi,le tavole del suo palcoscenico sono state calpestate da artisti unici ed innovativi fra cui: Roberto Benigni, Massimo Troisi, Leopoldo Mastelloni, Vincenzo Salemme e Luigi lo Cascio. Dagli anni novanta il teatro decide di aprire le sue porte ai giovani, ideando ”UnderTeatro”, rassegna per un teatro di Creazione e Formazione. Si tratta di uno spazio interamente dedicato alle giovani compagnie di attori. Negli ultimi anni, nonostante la crisi, l’attività dello storico teatro continua ad essere sicuramente poliedrica e dinamica con la creazione di laboratori, cineforum, stages e progetti di respiro internazionale, che guardano con attenzione al panorama contemporaneo. Il Sancarluccio è un teatro di circa 80 posti che nonostante la crisi vanta una media di 3000 spettatori all’anno e di 20 spettacoli a stagione. Questo dato positivo però non rassicura poiché sono state numerose gli ostacoli che hanno minacciato l’esistenza di questo  prezioso centro culturale. Politiche regionali,provinciali e comunali poco attente alle esigenze del teatro,mancato riconoscimento della storicità del Sancarluccio, incuria delle strade della città e difficoltà legate alla prematura scomparsa del Patron Franco Nico (morto nel 2008 in un drammatico incidente nella Galleria Vittoria). Oggi il teatro ha deciso di lanciare un accorato e drammatico grido d’allarme, poichè l’unica possibilità che si prospetta è la chiusura. Il Sancarluccio rischia di chiudere definitivamente i suoi battenti. Si tratta di una vicenda comune  a tanti centri culturali della città, la stessa sorte è toccata alla storica libreria Marotta di Via Dei Mille ed alla libreria Guida al Vomero entrambe costrette a chiudere a causa del solito e vertiginoso aumento del fitto dei locali. Esiste  però la possibilità di evitare questa ingiusta fine,è stata ideata infatti la creazione di una raccolta fondi per permettere a questo piccolo gioiello di Napoli di non sparire nell’indifferenza. Il teatro di Chiaia cerca infatti i suoi Angeli ovvero persone che abbiano davvero a  cuore l’esistenza del Sancarluccio e che siano disposte a contribuire con una piccola donazione. Visitare il Sancarluccio è sicuramente un viaggio nel tempo, nelle mille sfaccettature dell’animo umano,nelle emozioni che il teatro è da sempre in grado di esprimere. Napoli città difficile,complessa ed emozionante al tempo stesso non pùò permettere di far morire un’altra parte di se. Agli Angeli si chiede un piccolo contributo di 10 euro (le coordinate per il versamento sono sul sito web www.sancarluccio.com),che consentirà al teatro di evitare un’ingiusta e sofferta chiusura dopo 40 anni di onorata carriera. Il teatro oggi è gestito da Pina Cipriani e dal figlio Egidio Mastrominico, responsabile del settore musica del Sancarluccio. Non si può permettere la chiusura di un punto di riferimento così importante poiché la cultura e le emozioni non hanno sicuramente prezzo né si può gestire una situazione simile con superficiale freddezza. Portare avanti un progetto culturale così articolato e senza dubbio una scelta coraggiosa ed impegnativa, poiché quotidianamente si è costretti a confrontarsi con una realtà fatta di continui tagli ai fondi per la cultura e una scarsa considerazione per questo mondo, in particolare del teatro. La cultura risente di una politica di tagli e mancati investimenti. E’ cronica ed ingiustificata la mancanza di un piano che consenta a questo settore strategico soprattutto per le regioni meridionali, di ripartire con nuovi progetti che coinvolgano le nuove generazioni creando anche nuove opportunità di lavoro. Rammarico e viva speranza emergono dalle parole di Egidio Mastronimico che si augura il risveglio delle coscienze, una maggiore attenzione da parte delle istituzioni e della stampa. Si tratta quasi di una donazione civica, etica che veda i cittadini più consapevoli,attivi  e vicini al teatro in tutte le sue forme. Il primo obiettivo è stato sicuramente raggiunto e l’attività teatrale continuerà con lo stesso entusiasmo di prima, si pensa già alla programmazione per la prossima stagione,allo stesso tempo continuerà la sottoscrizione per la raccolta fondi. Generosa è stata anche la solidarietà dimostrata da numerosi artisti che hanno garantito la loro partecipazione per realizzare spettacoli per raccogliere ulteriori fondi. Emerge comunque la volontà di lottare e di non arrendersi. Il Sancarluccio rappresenta da sempre un luogo creativo e libero,l’anima più sperimentale e all’avanguardia di questa nostra società distratta e tormentata.Questo teatro è infatti luogo di grande importanza perché offre la possibilità ad artisti giovani e talentuosi di trovare uno spazio di espressione e continua ricerca teatrale in una società che non concede grande spazio alle giovani leve.Gli angeli sono fondamentali perché il loro contributo non deve essere solo economico ma civico ,non si può restare indifferenti bisogna assumersi la responsabilità di agire in prima persona.Gli Angeli ,si legge nel comunicato,sono”tutti coloro che amano il buon teatro,coloro che abitano a Chiaia e che preferiscono avere un teatro nel qurtiere,uno spazio di cultura ed aggregazione sano e vitale e non un ennesimo esercizio commerciale”.Tutti  dovrebbero essere d’accordo su una cosa: che un teatro è una risorsa per lo spirito e che far morire uno spazio teatrale che vuole esistere e resistere è un gesto di profonda inciviltà che impoverisce la società tutta che lo permette”.Perchè come affermava Massimo Troisi al Teatro Sancarluccio non si va per fare soldi ma per dire certe cose e forse questa la frase migliore per racchiudere il senso profondo di questa lotta. Il teatro è una casa è momento di riflessione di incontro di crescita individuale e collettiva ha una funzione sociale preziosa ed unica. Bisogna evitare di trasformare il Sancarluccio nell’ennesimo ricordo sbiadito della cultura partenopea e di dare la possibilità concreta a tutti di esprimere se stessi.


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