Aut. Trib. di Napoli n. 12 del 15 gennaio 2003|mercoledì, maggio 22, 2013
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Campania, terra di veleni 

Non vi è spazio per la retorica né per i giri di parole; l’unica catalogazione che possiamo fare per Campania, terra di veleni (edito Denarolibri) è quella di definirlo un ‘libro della realtà’, il racconto di quello che sta avvenendo, la denuncia affinché  si arrivi ad una risoluzione. Se proprio dovessimo dare una definizione a questo dossier, potremmo parlare di un ‘libro bianco’ in cui i dati riportati sono stati riscontrati realmente, dimostrabili scientificamente attraverso dei sondaggi di natura oncologica.
Guardando in faccia alla realtà, dobbiamo ammettere quello che ogni giorno vediamo con maggiore frequenza: i tumori aumentano, soprattutto in Campania. La connessione incremento dei rifiuti industriali – aumento dei tumori è proporzionale: gli scarti realmente tossici sono quelli prodotti dalla industrie come vernici, agenti chimici e tutto ciò che l’azienda dovrebbe smaltire a proprie spese, mentre preferisce sversare illegalmente nelle campagne, con l’aiuto della camorra, oppure smista nelle discariche per i rifiuti urbani. La grande piaga è l’inquinamento provocato dai rifiuti tossici a danno della nostra salute. Il libro è stato scritto dal ricercatore Antonio Giordano, allievo del premio nobel James Watson e docente di Anatomia e Istologia patologica presso l’università di Siena e da Giulio Tarro, primario emerito all’ospedale Cotugno e docente di Virologia Oncologica. I due autori denunciano la gravità della situazione in Campania e lo stato di emergenza ancora attiva in tutto il Mezzogiorno, a discapito del decreto 2011 che dichiara conclusa la situazione di criticità. Anni ed anni di denunce inascoltate perché le lobby economiche e la criminalità hanno troppo guadagno nel rendere la Campania una grande discarica abusiva. In realtà la piaga dei rifiuti industriali in Campania è cominciata negli anni novanta ed è un problema ancora oggi irrisolvibile.  Non bisogna smettere di parlarne: si pensi per esempio che tra il 2000 ed il 2005 sono stati registrati 40 mila casi di tumori di cui il 15 per cento tra donne al di sotto dei 40 anni. Nella prefazione, curata da Ignazio Marino senatore del Pd, i campani vengono definiti “cavie umane” destinate ad un triste ma scontato destino: quello di ammalarsi.
L’incremento parla chiaro: più del 9 per cento di malati tra gli uomini e più del 12 per cento tra le donne. E intanto già si pensa ad un seguito, un altro lavoro dove si approfondirà il fenomeno in crescendo dei neoplasmi al seno nelle donne tra i 30 e i 35 anni, in fase pre screenning. Un libro da leggere per conoscere la realtà, riconoscere il problema denunciandolo e solo così poter guarire dal questo cieco avvelenamento.


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