Il gioco del teatro
19 Luglio, 2010 di Francesca Bianco
Categoria News
Perché ci sia un gioco deve esserci almeno una regola. Questa bellissima affermazione dell’antropologo francese Roger Caillos è stata scelta dal Teatro Stabile di Napoli come motto della prossima stagione teatrale, che partirà in ottobre e che intanto è stata presentata nel teatro Mercadante dal neo presidente Sergio Sciarelli ed il direttore artistico Andrea De Rosa insieme ad attori e registi coinvolti. Il gioco del teatro è qualcosa di serio, bisogna quindi che gli attori si diano delle regole e che le rispettino per assicurarsi il pieno piacere e garantire quello altrui. Nella vita come sul palcoscenico quindi la funzione ludica è importantissima, la grande famiglia del Teatro Stabile lo sa e per l’appunto “ci gioca” . Il Teatro Stabile riceve dapprima gli auguri per la nuova stagione dall’assessore alla cultura Nicola Oddati, che nel rinnovare la sua fiducia mostra particolare soddisfazione per il progetto Arrevuoto, giunto quest’anno alla sua sesta edizione. La parola passa al direttore artistico che illustra l’autore principe della prossima stagione: il drammaturgo seicentesco Molière. “Il problema dell’Italia è che non ha avuto un Molière” il regista Arturo Cirillo, che quest’anno dirigerà L’Avaro (opera dell’autore francese), cita quest’ affermazione di Cesare Garboli per sottolineare quanto le tematiche di Molière siano attuali. Non mancheranno le collaborazioni con altre sale, Galleria Toledo e Teatro Nuovo, e per la prima volta sarà presente uno spettacolo di teatro-danza: Tristi Tropici di Virgilio Sieni. Al San Ferdinando invece si terrà la rassegna Fringe2fringe e tanti altri lavori come La trilogia degli occhiali di Emma Dante e Don Giovanni, a cenar teco di Antonio Latella. Quest’anno inoltre alcuni maestri della scena partenopea come Renato Carpentieri, Enzo Moscato, Peppe Barra e Toni Servillo torneranno sul palco del Teatro Stabile. Proprio Toni Servillo conclude la conferenza di presentazione della prossima stagione dicendosi contento di tornare a recitare al Mercadante e compiaciuto del fatto che il teatro dia ancora forma alle idee e le trasmetta.
La Tempesta al Mercadante
9 Novembre, 2009 di Francesca Bianco
Categoria Teatro
Il teatro Stabile di Napoli inaugura la stagione teatrale 2009/2010 con la penultima e forse più importante opera shakespeariana. La Tempesta è stata messa in scena con la regia di Andrea De Rosa e una compagnia eccellente capitanata dal Prospero- Umberto Orsini. In una scena azzerata, dove un finto tappeto di sabbia richiama alla mente l’isola intrisa di magia in cui è stato relegato l’ex duca di Milano con la figlia Miranda, si alternano le vicende dei naufraghi resi pazzi dalla sete di vendetta di Prospero. Questi ordina allo spirito Ariele (misteriosa figura che arriva in scena dall’alto incantando il pubblico) di far uso delle sue arti magiche per creare spavento tra i suoi vecchi nemici. Spavento che si trasforma in pazzia. Pazzia che parla il napoletano, che fa cantare, danzare e che crea situazioni comiche spezzando il ritmo profondo di una commedia dai problematici interrogativi. Lo spettatore è portato per mano attraverso il passato ed il presente, richiamato dalle suggestioni dei suoni della tempesta che tutto distrugge ma che riporta il sereno. Ed è proprio un’atmosfera di quiete che si respira nell’epilogo quando Prospero decide di liberarsi della sua magia. Epilogo in cui il personaggio e l’attore Umberto sembrano incontrarsi e confondersi per chiedere l’ultima battuta. Il testo propone riflessioni sulla vita, sulla magia, sulla natura stessa degli uomini, poiché “Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” e la nostra vera esistenza è come quella che si vive in un sogno. L’intimo messaggio lasciatoci da Shakespeare e la bravura nell’interpretarlo tengono il pubblico con lo sguardo ipnotizzato verso il palco per un’ora e mezza, minuti in cui il tempo per lo spettatore sembra fermarsi.




