Nun è peccato
4 Febbraio, 2010 di Francesca Bianco
Categoria Teatro
Il sipario dell’auditorium del Bellini si apre su di una scena vulcanica, un libro (Gomorra di Roberto Saviano) adagiato sul palco aspetta di essere raccolto, tutto sembra preludio per un’eruzione di rabbia e risentimenti. Si apre così Nun è peccato (titolo rubato alla celebre canzone di Peppino Di Capri) il secondo spettacolo della rassegna Nuovi Sentieri Sguardo Contemporaneo. Un testo di Carmine Borrino messo in scena con la regia di Carlo Cerciello e interpretato da Roberto Azzurro e Milvia Marigliano. Questi ultimi sono Sandro e Donatella, fratello e sorella divisi da 5 anni, il dialogo affettatissimo dei due e i loro gesti frenetici fanno trasparire la tensione che regna sovrana in questo incontro/scontro. Un appuntamento con i ricordi! Già perché tramite i botta e risposta vengono narrati i motivi della loro separazione. I due, figli di un ricco imprenditore, dopo la morte del padre si trovano a dover fare i conti con il racket. Sandro che odia la città in cui vive e non vuole sottostare alla legge del più forte sporge denuncia all’insaputa della sorella ed allora la separazione è inevitabile. Entrambi vivranno sotto scorta, Sandro fuggirà nel Nord- Est e Donatella resterà a Napoli. Ma è il momento per loro della resa dei conti! Sulle note di “Nun è peccato” si consuma il loro duello, Donatella rinfaccia al fratello l’abbandono ed il poco amore dimostratogli, ma soprattutto cova dentro di sé un grande risentimento per l’atroce segreto che li ha tenuti legati in gioventù. Per Sandro invece l’amore dimostrato alla sorella è stato troppo e come nella storia di Caino e Abele l’assassinio è avvenuto per troppo amore e non per gelosia. La Napoli dei clan e della gente che pecca di vittimismo senza muovere un dito per migliorare la propria condizione è disegnata egregiamente da Roberto Azzurro e fa da sfondo a una vicenda che man mano lascia la tematica aspra della lotta alla camorra per entrare nella sfera intima dei due fatta di frasi non dette e di peccati celati. Toccante la recitazione di Milvia Marigliano, l’immagine stessa della rabbia vulcanica.
“E’ capitato”. Non si dica mai più.
17 Dicembre, 2009 di Claudia Barbarino
Categoria Teatro
Un lungo applauso ha decretato il successo di “Quattro: Decimopianeta. Morire a quattordici anni per errore”. È la pièce teatrale di Mario Gelardi e Giuseppe Miale di Mauro rappresentata al teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere . Read more




