Cinema BAROCK

3 Febbraio, 2010 di Angela Marino  
Categoria Arte

Dove finisce il Barocco? A quale manifestazione della creatività dell’uomo, anzi a quale esperienza umana, può estendersi? È forse l’ampiezza semantica e concettuale del Barocco che ci permette di rintracciarlo nella scultura,  nell’architettura, nella pittura  e, anche, nel cinema. Per questo, il Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina presenta la rassegna “CinemaBAROCK” in relazione alla mostra “Barock. Arte, Scienza, Fede e Tecnologia nell’Età contemporanea”: ogni sabato verrà messo in onda un classico barocco (“Rocky horror picture show”, “Hiroshima mon amour”, “Velluto blue”, tra gli altri) preceduto da un video d’artista. Nel corso della conferenza che ha aperto la rassegna i tre ospiti, Eduardo Cicelyn il direttore del museo, Valerio Caprara critico cinematografico e Mario Franco, responsabile della mediateca del MADRE, dopo una breve apologia sulla legittimità dell’estensione concettuale del barocco alle più svariate forme dell’arte, hanno spiegato l’intento del museo di esplorare ogni linguaggio possibile del contemporaneo e dedicarvi un adeguato spazio museale, tale che possa essere fruito da diversi tipi di target: dunque agli studenti, ai turisti e a chiunque altro il Madre offre questa originale proposta intrattenitiva per il sabato sera. I classici barocchi selezionati – se se si può usare il sostantivo classico, affiancandolo all’aggettivo “barocco” senza incorrere in pericolosi quanto curiosi ossimori – sono film di genere, non d’autore, come ha sottolineato Caprara: perché barocco non è Fellini, non è solo il trompe l’oil, il metateatro, l’artificio. Il barocco può essere nella sequenza narratologica, nei significati reconditi. Il barocco, come la rassegna propone, va rintracciato. Il barocco forse è nell’occhio di chi guarda.

Barock

7 Gennaio, 2010 di Angela Marino  
Categoria Arte

Nel contesto di un interesse generale della Regione Campania al tema del Barocco, il Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina ha aperto una grande  mostra collettiva dal titolo Barock: Arte, Scienza, Fede e Tecnologia nell’Età Contemporanea.

La mostra, che sarà fruibile fino al 15 aprile, è curata da Eduardo Cicelyn e Mario Codegnato e ospita 28 artisti internazionali: da Gilbert e George a Claire Fontaine, da Maurizio Cattelan a Jeff Koons, con un disegno espositivo complesso che si apre con il famoso Heaven di Damien Hirst, lo squalo tigre in formaldeide conservato in una teca, e continua con la project room, la corte interna – imbrigliata in una gabbia di fibre ottiche luminose  - e infine il terzo piano, in cui si snoda, stanza dopo stanza, la mostra vera e propria.

All’esterno, nella Chiesa gotica di Donneregina Vecchia,  campeggia investita di luce l’unica opera esposta di Maurizio Cattelan: la Donna Crocifissa, che esprime: “la disperata lotta della religione e della storia contro il potere della morte”. Lo stesso intento allegorico e simbolico ha dato vita ai congegni e alle istallazioni presenti nel percorso della mostra: la provocatrice Orlan, che ha fatto del proprio corpo un’opera d’arte, stravolgendo i linguaggi e facendo dell’oggetto e del soggetto dell’opera la medesima cosa, mostra i video delle operazioni chirurgiche con le quali ha modellato il proprio corpo, conserva religiosamente in “reliquiari” frammenti della propria carne, in una blasfema reinterpretazione del sacro. Hirst invece, elabora impressionanti immagini con mosche essiccate o farfalle, che rimandano per associazione alla farfalla del Il Silenzio degli Innocenti entrata ormai con il film, nell’immaginario comune come simulacro dell’orrore per definizione. Ma non solo animali dissezionati ed esposti ma anche marionette, i Puppets di Parreno, le bambole che hanno i volti dei suoi colleghi artisti. Cosa c’è di più Barocco e artificioso del teatro delle marionette?

Transit3: la terza tappa di un viaggio interculturale

18 Novembre, 2009 di Francesca Bianco  
Categoria Arte

Al museo Madre di Napoli è in esposizione la mostra dal titolo “Transit 3”. Il 3 in quanto è ormai la terza volta che il Madre si gemella con altre culture e altri popoli del bacino del Mediterraneo. Negli anni scorsi è toccato al Cairo e ad Istanbul. Read more